
Avete presente quando cercate di spiegare a un neoassunto come funziona un circuito stampato e lui inizia a parlarvi di cloud computing e microservizi astratti? Ecco, l’intelligenza artificiale sta facendo esattamente la stessa cosa, ma con il web development.
Recentemente è emerso un pattern decisamente interessante che sta facendo discutendo su Hacker News: l’uso di Claude Code (e delle LLM in generale) per generare applicazioni funzionanti usando quasi esclusivamente HTML. Il concetto è quello della «unreasonable effectiveness of HTML». In pratica, invece di impazzire a configurare build system infiniti, Webpack che si rompe ogni due secondi o framework che richiedono tre giorni di setup solo per visualizzare un ‘Hello World’, si torna alle basi. L’AI è incredibilmente brava a manipolare la struttura semantica dell’HTML, rendendo il codice pulito, leggibile e, soprattutto, immediatamente eseguibile.
Per noi che passiamo le notti a smanettare con Godot o a modellare pezzi per le nostre CNC, questo è un promemoria fondamentale: la semplicità vince quasi sempre sulla complessità inutile. Spesso ci perdiamo in layer di astrazione che servono solo a far mangiare i grandi vendor di cloud, quando la soluzione più elegante è spesso quella che sta sotto i nostri occhi (e che i nostri vecchi Commodore potrebbero quasi masticare).
Cosa significa per noi maker e dev che amano il controllo? Significa che stiamo assistendo a un ritorno alla ‘democratizzazione del codice’. Se un’AI può generare un’interfaccia funzionale, interattiva e bella usando solo tag standard, il confine tra l’idea e il prototipo si è appena assottigliato di un chilometro. Possiamo creare dashboard per monitorare i nostri sensori Arduino o interfacce per le nostre stampanti 3D senza dover diventare esperti di React o Angular.
Certo, non è che l’HTML risolva tutto. Se dovete far girare un motore di gioco complesso, l’HTML da solo non basta (per fortuna, altrimenti avremmo tutti il browser al posto del cervello). Però, l’idea che l’AI possa ‘pensare’ in termini di strutture semantiche semplici è una bomba. È come tornare a usare un vecchio multimetro analogico: non ha le funzioni digitali fancy, ma quando devi capire se c’è tensione, è infallibile.
Meno fuffa, meno dependency hell, più struttura. Forse dovremmo imparare qualcosa da questo ritorno alle origini. In fondo, se una cosa funziona con l’HTML, perché complicarsi la vita con un framework che pesa 500MB?
Source: Using Claude Code: The unreasonable effectiveness of HTML
