HP e il grande gioco delle tre carte (e dei toner costosi)

HP e il grande gioco delle tre carte (e dei toner costosi)

Scommetto che anche voi, ogni volta che la vostra stampante decide di andare in sciopero perché un chip non riconosce un cartuccia compatibile, avete provato a lanciare un comando ‘sudo rm -rf’ contro l’intero ecosistema della stampa.

Le cose si sono fatte serie (o quasi) in India, dove HP è stata appena mazzolata con una multa da 1,le miliardi di rupie. Il motivo? Pratiche di «cartelizzazione» che includono non solo i toner e gli inchiostri, ma anche la gestione dei PC. In pratica, l’accusa è che il gigante della tecnologia abbia orchestrato un sistema per soffocare la concorrenza, rendendo quasi impossibile per i rivenditori e gli utenti finali usare alternative che non siano quelle ufficiali, costose e decisamente poco amichevoli verso il nostro portafoglio.

Per chi non mastica il linguaggio dei legali, la sostanza è quella che conosciamo bene: un tentativo di creare un ecosistema chiuso dove l’unica opzione possibile è quella che decide il vendor. È quel classico trucchetto dove ti vendono l’hardware a un prezzo onesto, ma poi ti tengono in ostaggio con i consumabili, trasformando ogni tua stampa in un micro-prelievo forzoso dal tuo conto in banca. Un po’ come se comprassi una sella per la bici, ma scoprissi che puoi usare solo le mie graffe per stringere i bulloni.

Certo, leggendo la notizia potremmo pensare: «E a me che me ne frega? Tanto sono in Italia e la legge è un’altra». Vero, l’impatto diretto sulle nostre stampatrici da ufficio a Milano o Roma è minimo, ma il pattern è lo stesso. Questo tipo di dinamiche non restano confinate nei confini indiani; sono il test drive per strategie che poi vengono esportate globalmente. Vedere un gigante che viene sanzionato per aver manipolato il mercato ci ricorda che la battaglia per la libertà di scelta e l’interoperabilità non è solo una questione di filosofia open source, ma di sopravvivenza economica.

I rivenditori locali, stufi di trovarsi le mani legate, hanno iniziato a minacciare il passaggio massiccio verso prodotti contraffatti o compatibili, una mossa di disperazione che però evidenzia quanto sia fragile l’equilibrio tra innovazione e controllo totale del mercato.

In conclusione, HP ha preso una bella botta, ma la domanda resta: quanto saremo disposti a resistere prima di cedere all’idea che l’unico modo per non farsi fregare sia smettere del tutto di stampare? Se la risposta è «usiamo solo inkjet a rifornimento continuo e soluzioni open», allora forse abbiamo ancora una speranza.

Source: HP fined 1.4 billion rupees for “cartelization” of ink cartridges, toner, PCs

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