Henry torna in sala: perché il cinema di una volta faceva davvero paura (e non con i jump scare)

Henry torna in sala: perché il cinema di una volta faceva davvero paura (e non con i jump scare)

Se pensate che un bug critico in produzione o un ransomware che cripta tutto il vostro cluster sia la cosa più stressante che possiate affrontare, non avete mai visto un film serio.

In un’epoca in cui il cinema horror sembra essere diventato una catena di montaggio di jump scare prevedibili e mostri in CGI che sembrano usciti da un asset store di serie B, arriva una notizia che scotta (e che fa venire i brividi). ‘Henry: Portrait of a Serial Killer’, il film che ha ridefinito il concetto di inquietudine, sta tornando nelle sale dopo ben quarant’anni.

Per chi non l’avesse mai sentito nominare (e spero, per la vostra salute mentale), parliamo del debutto cinematografico di Michael Rooker in un’opera che è un concentrato di realismo sporco, crudo e profondamente disturbante. Non c’è spazio per l’eroismo o per i finali lieti: qui si parla di una quotidianità che scivola nel macabro senza preavviso, con uno stile quasi documentaristico che ti fa sentire un voyeur indesiderato.

Certo, c’è un piccolo ‘ma’ per noi che leggiamo queste news dall’Italia. Come spesso accade con i re-release di cult underground, le probabilità che qualche cinema della nostra città decida di proiettare questo capolavoro sono bassissime. Probabilmente dovremo accontentarci di una versione bit-rotted su qualche archivio obscuro o sperare che qualche cinema d’essai di Milano o Roma faccia il miracolo. È un po’ come cercare di compilare un software legacy su un kernel moderno: un’impresa epica e spesso frustrante.

Però, lasciate che vi dica una cosa: vale la pena approfondire. In un mondo dominato da contenuti preconfezionati, dove tutto è calcolato per massimizzare l’engagement e minimizzare il rischio commerciale, il ritorno di un pezzo di storia così viscerale è una vittoria per chi ama la sostanza rispetto alla forma. ‘Henry’ non cerca il vostro approvazione, non cerca di vendervi un merchandising accattivante; esiste e basta, ed è proprio questa sua natura grezza, quasi ‘open source’ nella sua mancanza di filtri, a renderlo immortale.

Quindi, se avete un minimo di stomaco e volete ricordare cosa significhi provare una vera sensazione di disagio, tenete d’occhio le programmazioni. Ma vi avviso: dopo questo, i trailer dei film Marvel vi sembreranno ancora più privi di senso di quanto non siano già.

Source: One of the Creepiest Movies Ever Is Returning to Theaters 40 Years Later

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