Hardware sharing e biblioteche finlandesi: il nuovo modello di ‘open access’ che non abbiamo ancora implementato

Hardware sharing e biblioteche finlandesi: il nuovo modello di 'open access' che non abbiamo ancora implementato

Smettetela di pensare alla biblioteca come a un semplice archivio polveroso di PDF cartacei che nessuno legge più. Se la vostra idea di ‘library’ è solo un posto dove l’unico thing che puoi fare è cercare di non fare rumore mentre consulti Wikipedia, siete rimasti al secolo scorso.

In Finlandia hanno capito una cosa fondamentale che noi, troppo impegnati a discutere di kernel patch e di quanto sia superiore il nostro setup, tendiamo a ignorare: l’accesso alle risorse conta più del possesso del singolo asset. Le loro biblioteche si stanno trasformando in veri e propri hub di servizi comunitari. Non solo trovi libri, ma puoi noleggiare macchine da cucire, strumenti e un sacco di altri oggetti che servono a far funzionare la società, senza doverli comprare e far marcire in un garage.

È un concetto che per noi maker e tech-enthusiast dovrebbe suonare familiare. È un po’ come il concetto di Open Source applicato al mondo fisico: perché possedere un tool che usi una volta all’anno quando puoi far parte di una rete di condivisione efficiente? È l’economia della condivisione portata al livello istituzionale, senza il solito modello a sottoscrizione che ti mangia il conto in banca ogni mese.

Certo, restiamo con i piedi per terra. Sappiamo tutti come funziona in Italia. Se provassi a suggerire al comune della mia città di trasformare la biblioteca in un maker space con stampanti 3D e toolkit per l’elettronica, probabilmente mi risponderebbero che mancano i fondi o che c’è troppa burocrazia per gestire l’inventario. Qui non parliamo di leggi che cambiano la nostra quotidianità domani mattina, ma di una visione della tecnologia e del servizio pubblico che qui da noi è ancora in fase di beta testing molto instabile.

Però, c’è un’idea geniale dietro tutto questo: smettere di misurare il successo di un servizio pubblico solo in base al numero di ‘download’ (o in questo caso, di libri prestati) e iniziare a guardare all’impatto reale che ha sulla vita delle persone. Le biblioteche finlandesi si stanno evolvendo in piattaforme di servizi che potenziano la comunità, riducendo gli sprechi e rendendo le tecnologie accessibili a tutti, non solo a chi ha il budget per l’ultimo gadget di tendenza.

Magari non vedremo mai una macchina da cucire in prestito sotto casa nostra, ma il mindset di vedere le risorse come un bene comune da condividere invece che come oggetti da accumulare è un upgrade di sistema che dovremmo considerare seriamente. Perché, dopotutto, la vera libertà tecnologica non è solo avere il codice sorgente, ma anche avere l’hardware giusto quando serve, senza dover per forza firmare contratti di acquisto che ti legano a vita a un singolo fornitore.

Source: Renting a sewing machine from the library

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