Google paga SpaceX quasi un miliardo al mese: l’era del cloud orbitale è ufficialmente iniziata

Google paga SpaceX quasi un miliardo al mese: l'era del cloud orbitale è ufficialmente iniziata

Quanto può costare l’ossessione per l’Intellolarizzazione di ogni singolo atomo dell’universo?

Se la risposta che vi è venuta in mente è «troppo», siete sulla strada giusta. Secondo le ultime news che girano su Hacker News, Google ha stretto un accordo con SpaceX che farebbe svenire qualsiasi CFO con un briciolo di dignità: 920 milioni di dollari al mese per la potenza di calcolo. Sì, avete letto bene. Non sono bug nel codice, non è un errore di battitura nel file di config. È una cifra astronomica che serve a sostenere la domanda (apparentemente) incontrollabile dei loro nuovi prodotti AI.

In pratica, Google ha bisogno di così tanto compute che sembra che stiano cercando di far girare una simulazione completa di universo in tempo reale sul proprio server. E la soluzione? Affidarsi all’infrastruttura di SpaceX. La narrativa ufficiale parla di una richiesta di risorse che ha superato ogni previsione, ma noi sappiamo bene come funziona il mondo tech: l’hype dell’AI sta creando un buco nero di risorse che rischia di risucchiare ogni centesimo di budget disponibile nel settore.

Dal punto di vista di chi passa le serate a ottimizzare script Python o a cercare di far girare un modello locale su una GPU che scotta più di un vecchio Commodore 64 sotto sforzo, la cosa è decisamente surreale. Mentre noi lottiamo con i limiti di VRAM e cerchiamo disperatamente di far girare modelli decenti su hardware consumer, i giganti del settore stanno giocando a ‘Monopoly Spaziale’.

C’è da essere entusiasti? Un po’ sì, perché l’idea di avere potenza di calcolo che viaggia su infrastrutture orbitale è pura fantascienza che diventa realtà. È il tipo di tecnologia che, in futuro, potrebbe sbloccare capacità di calcolo che oggi non riusciamo nemmeno a immaginare. Ma c’è un grosso, enorme, pesante «però».

Il rischio di vendor lock-in qui non è nemmeno un problema, è una certezza matematica. Stiamo assistendo alla creazione di un ecosistema dove solo chi possiede i razzi e i server più massicci può giocare. Per noi maker, sviluppatori indie o creatori che usano Godot e Blender, la domanda è: quanto spazio rimarrà per l’innovazione decentralizzata? Se tutta la potenza di calcolo viene concentrata in questo duopolio tra padroni del cloud e padroni del cielo, il rischio è che il futuro della tecnologia diventi un giardino recintato, dove ogni nostra idea deve passare per i loro filtri e i loro costi.

Speriamo solo che tutto questo budget non finisca solo per addestrare modelli che sanno solo scrivere poesie sdolcinate o generare immagini di gattini cyberpunk, ma che serva davvero a spingere la tecnologia verso qualcosa che possa, un giorno, aiutarci a costruire macchine migliori nel nostro garage.

Source: Google will pay SpaceX $920M per month for compute

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