
Se pensate che il concetto di ‘trasparenza’ sia un valore fondamentale per un gigante che gestisce miliardi di dispositivi, preparatevi un bel caffè (o una birra, visto l’orario) perché Google ha appena deciso di complicarci la vita con un tocco di mistero degno di un film di Christopher Nolan.
La notizia, che ha fatto sobbalzare la community di GrapheneOS e non solo, è piuttosto specifica ma dal seguito micidiale: Google ha smesso di spingere i ‘Git tags’ per alcune porzioni del codice sorgente di Android. Per chi non mastica Git quotidianamente, i tag sono quei piccoli segnalibri che ti dicono: «Ehi, questo è il punto esatto in cui il codice è stabile e pronto per essere usato». Senza i tag, navigare nel repository diventa come cercare di ricostruire l’enigma di Turing usando solo dei post-it staccati dal vento.
Perché dovrebbe interessarci? Se siete quelli che si divertono a compilare ROM custom, a patchare kernel o semplicemente a studiare come funziona il cuore del sistema operativo più usato al mondo, questa è una mazzata. Senza i tag, non hai più una bussola. Non sai più esattamente quale commit corrisponde a quale versione ufficiale. È come se il vostro fornitore di hardware decidesse che, da oggi, non vi dirà più la versione del firmware, ma dovrete indovinarlo leggendo i log di errore.
Certo, potremmo dirci che «tanto non siamo tutti sviluppatori Android core», ma la verità è che questo tipo di decisioni erode la fiducia in quello che viene spacciato per ‘open source’. Se il codice è lì, accessibile, ma la sua tracciabilità diventa un labirinto di commit senza nome, che senso ha? È un modo molto sottile, quasi invisibile, per rendere più difficile il lavoro di chi cerca di mantenere l’indipendenza dal controllo centralizzato.
Non è che in Italia ci cambi la vita operativa, non è che domani il mio smartphone smetterà di funzionare, ma il principio è lo stesso: stanno rendendo il terreno più fangoso per chiunque voglia scavare sotto la superficie. Non è un blocco esplicito, non c’è una legge che vi proibisce di guardare, è solo una scelta tecnica ‘comoda’ che crea una nebbia digitale.
In un mondo dove l’hype per l’IA e i nuovi gadget ci annebbia la vista, è sempre fondamentale tenere d’occhio questi piccoli movimenti laterali. Perché la libertà non si perde con un gran botto, ma con una serie di piccoli ‘tag’ rimossi, uno alla volta.
Source: Google has stopped pushing Git tags for some Android source code
