George R.R. Martin e il problema del ‘rendering’ teatrale: The Mad King approda a Londra

George R.R. Martin e il problema del 'rendering' teatrale: The Mad King approda a Londra

Se pensavate che il vero dramma fosse attendere che il compilatore finisca la build di un kernel custom dopo tre ore di attesa, non avete ancora visto l’autore di ‘A Song of Ice and Fire’ che recensisce un’opera teatrale.

George R.R. Martin ha deciso di uscire dal suo bunker digitale per condividere un update su ‘The Mad King’, l’adattamento teatrale che sta facendo discutere. E non è stata una recensione da ‘tutto ok, procediamo con il merge’: l’autore ha definito l’esperienza come un «splendid time». In pratica, il deploy della produzione è stato un successo e, spoiler per chi ama i plot twist tragici, il feedback è positivo.

La notizia calda è che la produzione sta pianificando di spostare tutto il setup a Londra. Per noi che viviamo tra script Python e circuiti saldati, un cambio di sede potrebbe sembrare solo una questione di coordinate geografiche, ma per il teatro è come cambiare architettura hardware: un passaggio che richiede una pianificazione maniacale e un budget che farebbe piangere qualsiasi progetto open source fatto di puro entusiasmo e caffè.

Certo, restiamo in Italia e, onestamente, a meno che non abbiate intenzione di fare un weekend di ‘touring’ europeo tra Londra e il resto del mondo, questa notizia non vi permetterà di evitare il debugging del vostro prossimo progetto Arduino. Però, c’è un aspetto che trovo interessante: vedere l’autore originale che approva una versione ‘live’ e non guidata da algoritmi o script predefiniti è quasi rinfrescante. In un mondo dove tutto sembra sempre più mediato da layer di astrazione che ci allontanano dalla materia prima, un pezzo di teatro che trasmette emozioni senza bisogno di un driver aggiornato è una piccola vittoria per l’umanità.

In breve: Martin è soddisfatto, la produzione si sposta nel cuore della City e i fan di Westeros hanno un altro motivo per sperare che il resto della saga non subisca un crash sistemico prima della fine. Noi incrociamo le dita (e i cavi jumper).

Source: George R.R. Martin’s Review of the ‘Game of Thrones’ Play: ‘A Splendid Time’

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