Game Over per una leggenda: addio a Bobby Prince, l’uomo che ha dato il ritmo ai nostri incubi pixelati

Game Over per una leggenda: addio a Bobby Prince, l'uomo che ha dato il ritmo ai nostri incubi pixelati

Esistono dei suoni che non hanno bisogno di una spiegazione, che ti entrano sotto la pelle ancora prima che tu possa capire cosa stia succedendo sullo schermo. Se hai passato anche solo un pomeriggio davanti a un monitor CRT, sai esattamente di cosa parlo: quel mix di metal aggressivo, synth industriali e melodie ossessive che ti facevano sentire un dio inarrestabile tra i corridoi di un iperuranio digitale.

Purtroppo, oggi la playlist della nostra infanzia ha perso un pezzo fondamentale. Bobby Prince, il compositore che ha creato l’anima sonora di pilastri come Doom, Wolfenstein 3D e Duke Nukem 3D, ci ha lasciati.

Per chi non fosse cresciuto tra i corridoi poligonali degli anni ’90, non parliamo solo di ‘musica per videogiochi’. Parliamento di un’epoca in cui l’innovazione non era bloccata da licenze software restrittive o da microtransazioni che ti prosciugano il conto in banca, ma da limiti hardware che richiedevano un’ingegnosità fuori dal comune. Prince era un mago nel far suonare ‘epico’ un set di campionamenti compressi e limitati, riuscendo a trasformare pochi byte di dati in un’esperienza sonora che sembrava uscita da un concerto metal di altissimo livello.

C’è qualcosa di profondamente nostalgico, e forse un po’ amaro, nel pensare che oggi la musica dei videogiochi sia spesso progettata per non disturbare, per essere un sottofondo neutro mentre completi la tua Battle Pass. I brani di Prince, invece, erano una presenza fisica. Erano aggressivi, provocatori, quasi eccessivi. Ti spingevano a fare ‘un altro livello’, a cercare quel segreto nascosto in un angolo della mappa che non avevi ancora esplorato.

Non è una notizia che riguardi le leggi europee sulla privacy o i nuovi regolamenti sui dati che tanto amiamo discutere su Twitter; è una perdita che riguarda il cuore pulsante della cultura geek globale. Anche se viviamo in un mondo dove tutto sembra diventare sempre più sterile e standardizzato, il lavoro di Bobby Prince resta lì, incastrato nei motori grafici classici, pronto a farci riaccendere quel senso di pura, ignorante adrenalina ogni volta che preme ‘New Game’.

Grazie, Bobby. Hai reso i nostri sogni (e i nostri incubi) decisamente più rock.

Source: Bobby Prince, composer for Doom, Wolfenstein 3D, and Duke Nukem 3D, has died

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