Extra Big Ass Intelligence: l’ennesima ondata di hype (o il nuovo Dio del silicio?)

Extra Big Ass Intelligence: l'ennesima ondata di hype (o il nuovo Dio del silicio?)

Quanto può essere grande il cervello di un’intelligenza artificiale prima che inizi a pesare più del tuo intero rack in garage? La domanda non si pone, perché qualcuno ha deciso che l’attuale standard di ‘intelligenza’ non era abbastanza massicce da soddisfare le loro ambizioni (e i loro budget per il cloud).

È apparso da poco sul radar di Hacker News un nuovo progetto che si fa chiamare, con una spudoratezza che meriterebbe un applauso o un esorcismo, «Extra Big Ass Intelligence». Sì, avete letto bene. Niente sottigliezze, niente nomi latini o astratti che sembrano usciti da un workshop di mindfulness. Qui puntano tutto sulla scala, sulla forza bruta, sulla quantità pura di parametri e potenza di calcolo.

Il concept, in soldoni, è quello che stiamo vedendo troppo spesso ultimamente: la convinzione che se l’IA attuale è intelligente, una versione ‘ancora più gigantesca’ sarà quasi divina. È la filosofia del ‘più grande è il modello, meglio è’, un approccio che ricorda molto la corsa agli armamenti tecnologici. Sebbene l’idea di avere un modello capace di gestire ragionamenti complessi sia eccitante (sì, i maker e i dev sognano sempre l’automazione che funziona davvero), c’è qualcosa di profondamente inquietante in questa corsa all’ipertrofia digitale.

Per noi che preferiamo la precisione dell’ottimo, l’efficienza del codice scritto bene e la libertà di far girare modelli decenti su un hardware che non consumi l’intera rete elettrica nazionale, questa deriva verso il ‘gigantismo’ solleva dubbi legittimi. Il rischio è che stiamo costruendo dei monoliti neri, scatole nere proprietarie, inaccessibili e talmente pesanti da renderci totalmente dipendenti da infrastrutture che non controlliamo e che non potremo mai replicare nel nostro laboratorio.

Dall’altro lato della barricata, c’è la curiosità scientifica. Se questo progetto riuscisse davvero a sbloccare capacità di ragionamento che i modelli attuali si sognano, non potremmo ignorarlo. Ma restiamo con i piedi per terra: spesso, dietro nomi così urlati, si nasconde solo un altro modo per attirare venture capital e vendere abbonamenti mensili a servizi che non potrai mai debuggare o smontare pezzo per pezzo.

In Italia, dove siamo abituati a gestire la tecnologia con un certo sano scetticismo (e spesso con hardware che ha visto giorni migliori), l’impatto immediato di un progetto simile sarà minimo. Non cambierà il tuo modo di compilare un kernel o di configurare un router. Però, monitorare questi mostri è fondamentale: perché quando i giganti si muovono, le ombre che proiettano finiscono per coprire anche i nostri piccoli, bellissimi ecosistemi open source.

Source: Extra Big Ass Intelligence

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