Every Fucking Website: Il Museo del Web (prima che lo cancellino tutti)

Every Fucking Website: Il Museo del Web (prima che lo cancellino tutti)

Guardate con attenzione la pagina che state leggendo in questo momento, perché tra dieci anni probabilmente sarà un fossile digitale sepolto sotto strati di script inutili e popup che chiedono il permesso di tracciarvi finché non vi sentite osservati da un agente del Mi6.

Esiste un progetto, intitolato con un’espressività che trovo decisamente onesta, chiamato «Every Fucking Website». Non è l’ennesimo repository di script per automatizzare la pulizia dei vostri database, né una nuova demo di un’IA che scrive codice (anche se avremmo tutti bisogno di un po’ di aiuto con i bug). È, in sostanza, un tentativo di archiviare, catalogare e rendere accessibile una porzione della storia del web.

Perché dovrebbe interessarci? Perché viviamo nell’era dell’effimero. Se un server va offline o un dominio scade, un pezzo di cultura digitale svanisce per sempre. Mentre i giganti del settore spendono miliardi per costruire ecosistemi chiusi dove ogni click è monetizzato e ogni interazione è controllata, questo progetto cerca di fare l’esatto opposto: preservare la frammentazione, il caos e l’unicità del web originale.

Navigare attraverso questo archivio è come esplorare i resti di una città antica dopo un cataclisma. Si trovano tracce di design che oggi definiremmo crimini contro l’occhio umano, ma che all’epoca erano l’avanguardia della sperimentazione. È un tributo a quel periodo in cui l’internet non era una serie di corridoi stretti e monitorati, ma un territorio selvaggio dove chiunque poteva lanciare la propria idea senza dover chiedere il permesso a un comitato di marketing in Silicon Valley.

Certo, non aspettatevi che questo salvi l’intera rete dal declino. Siamo consapevoli che i problemi di conservazione digitale siano legati a dinamiche globali che vanno ben oltre i confini della nostra Italia — e che spesso le leggi sulla privacy o i copyright rendono difficile archiviare certi contenuti senza finire in un labirinto burocratico. Tuttavia, l’approccio open e la volontà di documentare l’inesperibile sono esattamente il tipo di spirito di cui abbiamo bisogno.

Se siete appassionati di web archeology o semplicemente volete vedere com’era il mondo prima che tutto diventasse una versione semplificata e standardizzata di un’app per smartphone, date un’occhiata. È un piccolo atto di resistenza digitale contro l’oblio dei server.

Source: Every Fucking Website (2020)

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