
Se esistesse un test universale per decretare la sopravvivenza di qualsiasi tecnologia, quel test sarebbe senza dubbio la capacità di far girare Doom. È la nostra versione digitale del test di Turing, o forse solo il modo più veloce per capire se un hardware è pronto per l’apocalisse.
E oggi, la notizia che arriva dai territori di Redmond è esattamente ciò che un nerd sperava di leggere tra un commit fallito e una sessione di debugging infinito: sì, Doom gira su Microsoft Paint. E no, non sto parlando di un plugin sofisticato o di una versione custom che ha trasformato il software in un motore grafico 3D. Parlo del povero, glorioso e nostalgico Paint che usavamo tutti per fare scherzi ai colleghi nei primi anni 2000.
Come è possibile? Beh, come spesso accade in questi casi, non è magia, ma pura ingegnerica del codice (e un bel po’ di sana sana ossessione). Il trucco sta nel manipolare i pixel dell’area di disegno in tempo reale, usando Paint non come editor, ma come un monitor rudimentale. Si tratta di un exploit creativo che trasforma uno strumento di disegno statico in un buffer per frame di un motore di gioco degli anni ’90. È quel tipo di ‘hacking’ che non serve a rubare dati, ma a dimostrare che, finché c’è un pixel da colorare, il gioco non è ancora finito.
Certo, per noi che viviamo di open source e di sistemi che non chiedono il permesso per aggiornarsi, vedere questo genere di exploit su un software proprietario e così limitato ci fa sorridere. È una piccola vittoria della creatività umana contro la rigidità dei software commerciali. Anche se la notizia arriva da una testata americana e probabilmente non cambierà in nulla la nostra vita quotidiana tra un ufficio e l’altro in Italia, il valore simbolico è immenso.
È un promemoria del fatto che la tecnologia, quando viene spinta fuori dai binari prestabiliti dai grandi vendor, può fare cose che nessuno aveva previsto. Quindi, la prossima volta che sentite parlare di una nuova AI che promette di rivoluzionare il mondo ma che, alla fine, vi permette solo di generare foto di gatti con sei dita, ricordatevi di questo momento. Qui stiamo facendo girare un cult della storia del gaming dentro un programma nato per disegnare cerchi maledetti. E onestamente? È la cosa più figa che sia successa oggi.
