Dinosauri in periferia: J.J. Abrams sta per regalarci un nuovo trauma collettivo?

Dinosauri in periferia: J.J. Abrams sta per regalarci un nuovo trauma collettivo?

Spostate pure i vostri modellini di T-Rex dalle scrivanie, perché la saga dei rettili giganti sta per prendere una piega decisamente meno ‘glamour’ e molto più inquietante.

Se siete stanchi della solita ricetta di Jurassic Park — ovvero: scienziati presuntuosi, elettricità che si interrompe sempre nel momento peggiore e un sacco di CGI che cerca disperatamente di sembrare reale — J.J. Abrams ha qualcosa in serbo per voi. Il titolo dell’opera è ‘The End of Oak Street’ e l’idea, a prima vista, sembra essere quella di spostare il caos preistorico fuori dalle isole sperdute per portarlo dritto sotto il portico di una casa di periferia.

L’hype che circonda questo progetto punta tutto su un’atmosfera che ricorda vagamente quel tipo di horror suburbano che ci fa sognare (o inorridire) da decenni. Parliamo di quel sottogenere dove l’orrore non arriva da un’altra dimensione o da un esperimento genetico in un laboratorio ultra-tecnologico, ma si manifesta tra i prati curati e i vialetti asfaltati, dove tutto sembra normale finché non senti un ruggito provenire dal giardino del vicino.

Certo, restiamo con i piedi per terra. Siamo in Italia e, a meno che non decidiamo di aprire un allevamento di Velociraptor tra le vigne in Toscana o tra i palazzi di periferia a Roma, questa notizia ha lo stesso impatto pratico che ha un aggiornamento kernel su un sistema che non usiamo da dieci anni. Non è che domani mattina dovremo preoccuparci di blindare le nostre smart lock contro un triceratopo.

Però, c’è un ‘però’. Se Abrams riuscirà davvero a svecchiare il genere, evitando di cadere nei soliti cliché del blockbuster preconfezionato e puntando su una narrazione più cruda e meno legata ai grandi effetti speciali costosi, allora potrebbe essere un esperimento interessante. Noi che siamo abituati a smontare ogni cosa per vedere come funziona, amiamo quando un regista prova a cambiare il codice sorgente di un genere consolidato invece di limitarsi a fare un semplice refactoring di quello che ha già visto.

Vedremo se ‘The End of Oak Street’ sarà un vero salto generazionale o solo un altro tentativo di monetizzare la nostalgia per i dinosauri. Nel frattempo, io continuo a tenere il mio gatto lontano dalle finestre, per sicurezza.

Source: ‘The End of Oak Street’ Could Be the Suburban You-Know-What

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