
Speriamo solo che il prossimo aggiornamento del kernel non richieda una quota di ossigeno extra per essere eseguito.
Se state pensando che questa sia solo un’altra news che non ci riguarda perché l’EPA (l’agenzia ambientale americana) non ha giurisdizione sulle vostre valli alpine o sui vostri server rack in Lombardia, avete ragione. Ma non fate i distratti: quello che sta succedendo negli States è il manuale perfetto su come si gestisce il ‘progresso’ a scapito della trasparenza.
In pratica, l’EPA sta mettendo sul tavolo una proposta di modifica alle regole che permetterebbe di bypassare o, per usare un termine più elegante, ‘ridimensionare’ la revisione pubblica dei dati relativi all’inquinamento causato dai data center. In soldoni? Le aziende che costruiscono questi enormi monoliti di silicio e cavi potrebbero avere molta meno resistenza (e molta meno gente che rompe le scatole) quando si tratta di approvare progetti che, come sappiamo bene, mangiano energia e acqua come un Transformer in modalità hunger games.
Per chi non mastica il linguaggio burocratico: la regola attuale permette ai cittadini e alle comunità locali di esaminare i dati, fare domande e, teoricamente, dire ‘ehi, questo progetto distruggerà la nostra falda acquifera’. La nuova proposta punta a rendere questo processo molto più snello. Snello per chi? Beh, per chi vuole far calare i server nel più totale silenzio, senza che nessuno possa andare a rompere le scatole con analisi tecniche o proteste organizzate.
È un pattern che abbiamo già visto in mille altri ambiti: l’hype per l’espansione dell’infrastruttura AI e cloud è così alto che si cerca di rimuovere ogni ‘ostacolo’ burocratico. E cosa sono le opinioni dei residenti se non piccoli ostacoli al deployment di nuovi cluster?
Certo, non viviamo negli USA e la nostra normativa europea, per quanto lenta e talvolta frustrante, mantiene un minimo di controllo democratico. Però, restare con la testa tra le nuvole (cloud, appunto) è pericoloso. Quando le decisioni sull’impatto ambientale di infrastrutture critiche vengono spostate dal dibattito pubblico a decisioni prese in stanze chiuse, il rischio di creare dei ‘black box’ ambientali è altissimo. E noi, che siamo abituati a smontare ogni scatola nera per vedere cosa c’è dentro, dovremmo trovare questo approccio decisamente poco accettabile.
In breve: meno trasparenza, meno controllo, più inquinamento invisibile. Un classico scenario da distopia cyberpunk, ma senza il fascino di Blade Runner.
Source: The EPA is planning to scrap public review rules for data center pollution
