Dal catturare Pikachu al sorvolo bellico: come abbiamo addestrato involontariamente i droni militari

Dal catturare Pikachu al sorvolo bellico: come abbiamo addestrato involontariamente i droni militari

Avete mai avuto la sensazione che ogni vostra azione, anche la più inutile come inseguire un Pokémon raro sotto la pioggia, stia contribuendo a un piano globale segreto?

Beh, la risposta è probabilmente sì. La notizia che è arrivata su Hacker News oggi è la prova definitiva che non stiamo solo giocando, stiamo facendo training gratuito per algoritmi di navigazione che hanno scopi decisamente meno divertenti di una battaglia in palestra. Niantic, la gente dietro a Pokémon Go, ha stretto una partnership con Vantor per utilizzare i dati raccolti tramite le scansioni spaziali (quelle che fate scansionando l’ambiente con la fotocamera del telefono) per alimentare la tecnologia di navigazione dei droni militari.

Parliamo di cifre folli: 30 miliardi di scansioni. Trenta miliardi di frammenti di mondo digitalizzati da milioni di utenti che, convinti di completare il loro Pokédex, hanno creato una mappa 3D ultra-dettagliata del pianeta. Ora, questi dati vengono iniettati in sistemi di navigazione per droni che devono muoversi con precisione millimetrica in ambienti complessi. In pratica, abbiamo costruito involontariamente un database di ‘feature recognition’ globale per scopi di difesa.

Dal punto di vista puramente tecnico, la cosa è incredibilmente figa. Gestire e processare una mole di dati simile per creare una rappresentazione spaziale coerente è una sfida di computer vision e machine learning che farebbe impallidire molti progetti accademici. Se fossi un ingegnere che si occupa di SLAM (Simultaneous Localization and Mapping), guarderei a questo dataset con una bava alla bocca. È il sogno proibito di ogni ricercatore AI: un dataset enorme, etichettato dalla realtà e distribuito su scala planetaria.

Però, passiamo alla parte meno ‘cool’. C’è un retrogusto amaro che non posso ignorare. Siamo passati dal concetto di ‘gaming in AR’ al ‘dual-use technology’ in un battito di ciglia. Il confine tra un’app di intrattenimento e uno strumento di sorveglianza o combattimento si è fatto incredibilmente sottile. E poi c’è la questione della privacy: ogni volta che premete quel tasto per scansionare l’angolo della vostra strada, state aggiungendo un tassello a un puzzle che non avete autorizzato a costruire.

Per noi che amiamo smontare le cose, questo è un monito importante. Spesso guardiamo alle nuove tecnologie con l’entusiasmo di chi vede un nuovo modulo per il proprio CNC o un nuovo plugin per Blender, ma dobbiamo chiederci sempre: ‘A cosa serve davvero questo dataset?’. La democratizzazione della tecnologia è una cosa bellissima, ma quando la democratizzazione del data-collection finisce nelle mani del settore della difesa, la musica cambia.

Insomma, la prossima volta che vedrete un Pokémon apparire sul vostro schermo, ricordatevi che non state solo giocando: state potenzialmente aggiornando il software di navigazione di un drone che non vorreste mai avere addosso.

Source: Pokémon Go Scans Trained the Navigation Tech for Military Drones

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