Claude Code e il mistero del prompt fantasma: ma quanti token stiamo sprecando?

Claude Code e il mistero del prompt fantasma: ma quanti token stiamo sprecando?

Avete mai avuto la sensazione che, quando parlate con un’IA, l’interlocutolo stia in realtà leggendo un intero manuale d’istruzioni prima ancora di rispondere al vostro ‘ciao’? Beh, sembra che con Claude Code non sia solo una vostra paranoia.

Recentemente è emerso un dato che farebbe venire il mal di testa a chiunque abbia mai cercato di gestire un budget per le API: Claude Code, il nuovo strumento di Anthropic, sembra avere un vizio piuttosto costoso. Un’analisi tecnica ha misurato l’overhead di token consumato prima ancora che il prompt dell’utente venga letto. Il risultato? Circa 33.000 token. Sì, avete letto bene. Trentatré mila. Praticamente l’IA si fa un trip di filosofia e ripasso del codice prima di sapere se le state chiedendo di correggere un bug o di scrivere un test unitario.

Per farla breve, prima ancora di iniziare il lavoro vero e proprio, il sistema si carica una valanga di istruzioni, file di contesto, server MCP e sub-agent che pesano come un mattone. In confronto, OpenCode — la soluzione che punta sull’approccio più snello — si ferma a circa 7.000 token. La differenza non è solo una questione di cifre su un foglio Excel; è una questione di latenza, di costi e, soprattutto, di efficienza del sistema.

Per noi che mastichiamo codice e amiamo l’idea di avere il controllo totale sul nostro ambiente di sviluppo, questo eccesso di zelo del modello proprietario è decisamente irritante. È quel classico approccio ‘black box’ dove non sai esattamente cosa sta succedendo sotto il cofano, ma sai solo che il contatore dei token sta correndo verso l’infinito. È un po’ come se ordinassi una pizza al volo e il fattorino si fermasse a controllare la storia della farina, le condizioni meteo di tutto il continente e la genealogia del pizzaiolo prima di partire dal locale.

Certo, l’idea di avere agenti super preparati che conoscono ogni dettaglio del contesto è figa, non si può negare. Ma quando l’overhead diventa così ingombrante, l’automazione smette di essere un assistente e diventa un burocrate digitale che ti chiede il modulo in triplice copia prima di darti una risposta.

La buona notizia? La community non sta a guardare. Progetti come OpenCode stanno dimostrando che si può ottenere un livello di contesto altissimo senza trasformare ogni singola query in un piccolo esaurimento di risorse. In un mondo dove l’hype spesso nasconde una gestione inefficiente delle risorse, vedere l’open source che punta alla precisione chirurgica invece che all’ipertrofia è la vera vittoria che stavamo aspettando.

Source: Claude Code sends 33k tokens before reading the prompt; OpenCode sends 7k

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