
Speriamo solo che non sia l’inizio di una nuova era di app Electron che mangiano RAM come se non ci fosse un domani.
Finalmente, dopo un’attesa che sembrava un’eternità (o almeno quanto il tempo di compilazione di un kernel custom), l’app desktop di ChatGPT con Codex è arrivata in fase preview per Linux. Sì, avete letto bene: un pacchetto RPM ufficiale. Niente più workaround strani o browser pesantissimi, OpenAI ha deciso di bussare alla porta del nostro desktop Linux.
Però, come per ogni cosa che si presenti con l’etichetta ‘Preview’, c’è un piccolo ‘ma’ che potrebbe far venire il mal di testa a chi, come noi, non usa l’ambiente desktop standard di un ufficio contabile. Se siete dei puristi di Wayland, magari su Fedora o KDE Plasma con Fcitx 5, potreste scoprire che la digitazione (specialmente se usate input method non latini come il giapponese) decide di andare in sciopero non appena provate a scrivere nel composer.
Il problema è il solito copione: l’app è basata su Chromium/Electron e, nonostante i progressi, sembra avere una relazione complicata con Wayland e i sistemi di input. Molti di noi sono abituati a risolvere questi drammi facendo il fallback su XWayland, trasformando l’app in un fossile digitale che gira in una bolla di compatibilità retrograda. Ma qui c’è una buona notizia: non è necessario sporcarsi le mani con XWayland.
Un utente molto sveglio ha scoperto che basta un piccolo tweak ai flag di avvio per far funzionare tutto nativamente. Se lanciate l’app con questi parametri:
chatgpt –enable-features=UseOzonePlatform –ozone-platform=wayland –enable-wayland-ime
tutto torna a funzionare come dovrebbe. È un fix pulito, che permette all’app di restare nel futuro (Wayland-native) invece di trascinarsi dietro i fantasmi di X11. Il consiglio è di modificare il file .desktop nella propria cartella locale così da non dover digitare tutto ogni volta che volete fare due domande all’IA.
Sinceramente, sarebbe stato molto più elegante se OpenAI avesse già incluso questi flag di default nella release ufficiale. È un po’ come ricevere un nuovo gadget tech figatissimo, ma scoprire che per farlo funzionare bisogna saldare un paio di ponti sul circuito principale. Però, per essere una preview, è un passo avanti non indifferente. Speriamo che la versione stabile sia meno ‘fai-da-te’ e che non porti con sé troppi altri regali inaspettati tipici dei software proprietari che atterrano sul nostro amato ecosistema Open Source.
Source: Codex in ChatGPT desktop app for Linux is now in preview
