
Il passaggio di testimone è ufficialmente iniziato e, come spesso accade nelle grandi multinazionali, la notizia è arrivata con la precisione chirurgica di un Makefile compilato al primo colpo.
Apple ha appena annunciato che Tim Cook lascerà la carica di CEO per diventare Executive Chairman del consiglio di amministrazione, lasciando il posto a John Ternus. Se seguite un minimo le dinamiche dell’azienda, saprete che Ternus non è un nuovo arrivato che ha imparato il mestiere leggendo i manuali di marketing, ma uno che conosce bene come gira il mondo dell’hardware e del software di Apple.
Per chi vive di soldering, script Python e progetti custom, la domanda sorge spontanea: cosa cambia per noi?
Da un lato, c’è l’elemento di speranza. Ternus è spesso associato a una visione più orientata al prodotto e all’ingegneria rispetto al focus quasi puramente finanziario e sulla gestione della supply chain che ha caratterizzato l’era Cook. Se dovesse davvero portare una ventata di ‘fame di tecnologia’ e meno ‘fame di servizi in abbonamento’, potremmo assistere a innovazioni hardware che non siano solo un refresh incrementale di un chip o un nuovo colore per l’iPhone.
Dall’altro lato, però, non stiamo parlando di un movimento verso l’open source o verso la libertà di riparazione. Apple resta Apple. Il DNA dell’azienda è costruito sul controllo totale, sul walled garden e su quel vendor lock-in che a noi, che amiamo rimescolare i pezzi e creare soluzioni custom, fa venire i brividi. Non aspettatevi che domani Ternus decida di sbloccare il bootloader dell’iPad o di rendere le API di macOS accessibili a chiunque voglia fare sperimentazione pura senza passare per i loro protocolli di sicurezza ultra-stringenti.
Il rischio è che la struttura aziendale rimanga la stessa: un ecosistema bellissimo, lucido e perfetto, ma totalmente impermeabile ai tentativi di chi vuole ‘aprire’ le cose per capire come funzionano. Se Ternus si limiterà a ottimizzare i margini di profitto mantenendo le stesse barriere, per noi la notizia sarà solo un altro aggiornamento di sistema che richiede mezz’ora di download e non cambia nulla nel core del problema.
Speriamo solo che sotto la sua guida si torni a parlare un po’ meno di ‘user experience’ standardizzata e un po’ più di pura potenza tecnologica. Altrimenti, resteremo ancora qui a cercare workaround creativi per far funzionare due hardware di terze parti su un sistema che sembra progettato per essere un mausoleo di vetro e alluminio.
Source: John Ternus to become Apple CEO
