Bunny DNS diventa gratis: finalmente un po’ di sano altruismo nel caos del cloud

Bunny DNS diventa gratis: finalmente un po' di sano altruismo nel caos del cloud

Immaginate di andare al bar, ordinare un espresso e scoprire che il barista vi fa pagare un supplemento per ogni volta che dovete consultare il menù. Sembra una follia, vero? Eppure, nel mondo del cloud e delle infrastrutture, il modello ‘pay-per-request’ è diventato la norma, trasformando ogni picco di traffico in un potenziale incubo per il budget.

Beh, oggi c’è una buona notizia che scavalca l’hype inutile dell’intelligenza artificiale che non sa fare altro che scrivere poesie tristi: Bunny.net ha deciso di rendere Bunny DNS completamente gratuito. Sì, avete letto bene. Niente più costi per le query, niente limiti di traffico e niente sorprese in fattura quando il vostro progetto (magari quello che state testando alle tre di notte) riceve un bot che vi spamma migliaia di richieste.

Il team di Bunny ha fatto un ragionamento che, onestamente, dovremmo imparare tutti: il DNS è l’infrastruttura di base, il sistema nervoso dell’internet. Far pagare per le query DNS è come far pagare il pedaggio per attraversare un ponte che serve solo a raggiungere l’autostrada. Hanno eliminato i costi di utilizzo, mantenendo la gestione gratuita fino a 500 domini per account. L’unica piccola nota è che, come per ogni servizio della loro suite, serve un minimo di spesa mensile (parliamo di un misero dollaro) per tenere accesa la baracca.

Ma non è solo una questione di portafoglio. Hanno sfruttato l’occasione per fare un po’ di pulizia tecnica. Se siete dei puristi che odiano dover configurare tutto a mano, hanno introdotto uno scanner automatico per le zone DNS che ricostruisce i record quasi magicamente. E per i veri nerd della sicurezza, hanno implementato il DNSSEC con la tecnica ‘NSEC Black Lies’. Tradotto dal tecnico: avete la protezione contro la manipolazione dei dati, ma senza dare a chiunque l’opportunità di fare il walking della vostra intera struttura di dominio come se fosse un tour guidato.

Hanno anche sistemato la questione IPv6 (che ormai è fondamentale, non è che viviamo ancora nel 1998) e aggiunto record moderni come HTTPS e SVCB. Non sono le solite trovate marketing per far sembrare il prodotto ‘rivoluzionario’, sono proprio le migliorie che servono quando il vostro stack inizia a diventare serio.

In un ecosistema dove ogni vendor cerca di agganciarti con mille micro-costi nascosti, vedere qualcuno che apre le porte e dice «vogliamo che l’internet sia più veloce, non più costoso» è una boccata d’aria fresca. Se state cercando un posto dove spostare i vostri domini senza il terrore di un attacco DDoS che vi prosciughi il conto in banca, date un occhio a Bunny. È una di quelle rare volte in cui la tecnologia sembra lavorare per noi, e non viceversa.

Source: We’re making Bunny DNS free

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