Bug nel kernel della scienza: quando la politica decide di fare il merge senza test

Bug nel kernel della scienza: quando la politica decide di fare il merge senza test

Avete mai provato a compilare un kernel gigantesco mentre qualcuno, a caso, continua a modificare il codice sorgente basandosi esclusivamente su quello che ha sognato la notte prima? Ecco, esattamente questo sta succedendo alla ricerca scientifica negli Stati Uniti.

Secondo quanto riportato da Scientific American, il legame tra scienza e politica d’oltreoceano è ufficialmente andato in kernel panic. Non parliamo solo di qualche piccola divergenza di opinioni su un paper o su un finanziamento, ma di una vera e propria rottura strutturale. Il problema non è la mancanza di genialità, ma l’inserimento di variabili totalmente non scientifiche (e decisamente non verificabili) in un sistema che dovrebbe basarsi solo su dati, esperimenti e peer-review. In pratica, stanno cercando di applicare una patch ideologica a un sistema che richiede rigorosa logica matematica.

Il risultato? Un caos che ricorda i peggiori glitch dei vecchi arcade degli anni ’80: quando il codice è scritto male, il gioco si rompe in modi imprevedibili. Quando la politica inizia a decidere quali fatti sono validi e quali no, la scienza perde la sua unica funzione utile: la capacità di descrivere la realtà in modo oggettivo. Se non puoi più fidarti dei dati perché sono stati filtrati attraverso un ufficio propaganda, allora non stai facendo scienza, stai facendo storytelling di alto livello.

Da smanettone, la cosa che mi fa più rabbia è la distruzione del metodo. Noi siamo abituati a sbattere la testa contro i bug, a riprovare, a isolare la variabile che non torna. È un processo sporco, lungo e frustrante, ma è l’unico modo per arrivare a una soluzione che funzioni. La politica, invece, sembra voler saltare la fase di debugging e andare direttamente al ‘deploy’ del risultato che più le conviene, ignorando tutti gli errori di log che urlano chiaramente che il sistema sta andando in crash.

Ma cosa cambia per noi, che passiamo le giornate tra modellazione 3D, circuiti stampati e script in Python? Cambia tutto. La scienza è l’infrastruttura invisibile su cui poggia tutto il nostro mondo tech. I nuovi materiali per le nostre stampanti 3D, l’efficienza dei semiconduttori, le scoperte nella fisica che permettono i prossimi passi dell’informatica quantistica… tutto dipende da una ricerca che non sia ostacolata da decisioni politiche sconsiderate. Se il flusso di conoscenza si interrompe o viene corrotto, l’innovazione rallenta e i costi aumentano.

Spero davvero che questo ‘bug’ venga risolto prima che il danno diventi irreversibile. Perché, alla fine della giornata, se non riusciamo più a distinguere un fatto da una fake news, non ci sarà abbastanza potenza di calcolo nel mondo per salvare il salvabile.

Source: U.S. science is in chaos

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