
Sintonizzate le vostre frequenze, perché il rumore bianco sta per trasformarsi in un jingle pubblicitario ben orchestrato. Se pensavate che l’intelligenza artificiale fosse l’ultima frontiera di un’interazione pura, quasi mistica, tra uomo e macchina, beh, ho una notizia per voi: i penny degli inserzionisti hanno un magnetismo irresistibile.
OpenAI ha ufficialmente lanciato la sua piattaforma per le campagne pubblicitarie. Sì, avete letto bene. Quell’interfaccia con cui chiedete come risolvere un bug in C++ o come tradurre un reperto archeologico sta per accogliere la stessa logica dei social media che abbiamo cercato di evitare con tanta fatica. L’idea è quella di permettere ai brand di piazzare i loro messaggi proprio nel flusso delle nostre conversazioni.
Tecnicamente, la cosa è interessante. Non parliamo del vecchio banner fastidioso che copre metà schermo mentre cerchi di leggere un README. Qui l’obiettivo è qualcosa di molto più subdolo e sofisticato: un inserimento contestuale. Se stai chiedendo consigli su quale nuova tastiera meccanica comprare, potresti ricevere un suggerimento ‘organico’ da un brand partner. È il sogno proibito di ogni marketer e l’incubo di chiunque apprezzi un’esperienza di utilizzo priva di manipolazioni invisibili.
Certo, potremmo dire che è solo il naturale percorso di un prodotto che deve scalare e mantenere server che costano quanto il PIL di una piccola nazione. Ma c’è un retrogusto amaro. Quando i dati diventano il carburante e l’attenzione dell’utente diventa il prodotto, la trasparenza di cui tanto amiamo va a farsi benedire. Per noi che viviamo di open source e di sistemi dove possiamo vedere ogni singola riga di codice, l’idea di un ‘black box’ che non solo risponde, ma può anche provare a venderti un abbonamento premium o un nuovo paio di sneaker, è decisamente disturbante.
E per quanto riguarda noi in Italia? Beh, sappiamo tutti come funziona la faccenda. Le regolamentazioni europee su privacy e gestione dei dati potrebbero rendere questo esperimento molto più complicato tra queste latitudini, ma il trend è ormai lanciato. La tecnologia sta correndo verso un modello dove l’assistente personale e il venditore televisivo sono la stessa entità.
Quindi, preparate i vostri ad-blocker (se riuscirete a farli funzionare su un LLM) e tenetevi pronti. Il futuro dell’IA non sarà solo intelligente, sarà anche decisamente commerciale.
Source: Advertise in ChatGPT
