
Quante volte vi è capitato di chiedere a Claude o ChatGPT una modifica rapida a un file e di ritrovarvi a leggere un saggio sulla storia del middleware, completo di introduzioni motivazionali e conclusioni tipo «Spero che questo ti aiuti!»? Se la risposta è «troppo spesso», non siete soli. Il problema non è il vostro codice, è il ‘brain fog’ digitale degli LLM.
Recentemente su Hacker News è esploso un progetto che sta facendo impazzire chi, come noi, preferisce un comando `git commit` secco a un romanzo d’appendice: si chiama «i-have-and-ADHD». E no, non serve una diagnosi clinica per usarlo; il nome è un tributo ironico a quel modo di lavorare dove l’unica cosa che vogliamo è l’output immediato, senza distrazioni.
L’idea alla base è geniale nella sua semplicità. È essenzialmente una ‘skill’ (o plugin, se preferite) progettata per i coding agent come Claude Code. Il suo compito? Agire da filtro anti-fuffa. Invece di farti leggere tre paragrafi di analisi filosofica sul perché la tua funzione di autenticazione è obsoleta, il plugin impone regole ferree: niente preamboli, niente riassunti inutili, niente chiacchiere. Solo: ‘fai questo’, ‘cambia quella riga’, ‘lancia questo test’.
Guardate la differenza tra il ‘prima’ e il ‘dopo’ descritto nel repo: il primo è un fiume di parole che ti costringe a scrollare come se stessi leggendo un thread infinito su Reddit; il secondo è una lista puntata chirurgica che ti dice esattamente cosa digitare nel terminale. È quasi come passare da un meeting interminabile in una sala riunioni aziendale a un messaggio su Slack da un senior dev che ha appena finito un debugging critico alle tre di notte.
Il progetto segue dieci regole d’oro, tra cui l’obbligo di iniziare con l’azione successiva e il divieto assoluto di tangenti. È un approccio estremamente pragmatico che va a colpire dritto quel vizio tipico dei modelli linguistici di voler essere ‘gentili’ e ‘educati’, finendo però per essere solo estenuanti.
La cosa più bella è che è tutto open source e altamente personalizzabile. Potete fare il fork, modificare il file SKILL.md e decidere voi quanto ‘brutale’ deve essere il vostro assistente. Se volete che vi dia anche stime temporali in minuti (perché sì, la precisione conta), potete farlo.
In un mondo dove l’hype tecnologico cerca sempre di riempirci la testa di promesse vaghe e slogan marketing, avere uno strumento che ci riporta alla pura essenza del computing — l’esecuzione di task — è una boccata d’aria fresca. Meno chiacchiere, più codice. È questo lo spirito che ci serve.
Source: I-have-ADHD: A skill to stop coding agents from burying the answer
