Barbie 2: Il sequel che nessuno ha chiesto, ma che il marketing ha già pianificato

Barbie 2: Il sequel che nessuno ha chiesto, ma che il marketing ha già pianificato

Avete presente quel momento in cui finite di compilare un progetto complicatissimo, tutto pulito, senza bug e con una documentazione che sembra scritta da un dio, solo per scoprire che il vostro boss ha già pianificato un refactoring inutile per la settimana prossima? Ecco, l’industria di Hollywood è esattamente in questo stato mentale.

Le ultime indiscrezioni ci dicono che Skydance sta già mettendo i puntini sulle i per un sequel di «Barbie». La cosa surreale non è l’idea del sequel in sé — perché sappiamo tutti che il mondo del cinema ha la capacità di rianimare cadaveri per farci pagare il biglietto — ma il fatto che Skydance è praticamente una startup del cinema. È una realtà che sta ancora cercando di capire dove ha parcheggiato i propri server, eppure ha già puntato il mirino su un franchise che è diventato un fenomeno culturale globale.

Per noi che preferiamo la logica del codice e la pulizia di un kernel ben scritto, vedere questo tipo di espansione aggressiva e quasi predatoria è un po’ come osservare uno script di automazione che va in loop infinito senza un’uscita di sicurezza. Non c’è ricerca, non c’è innovazione, c’è solo la volontà di scalare un asset che ha già dimostrato di funzionare. È il classico approccio ‘move fast and break things’, ma applicato ai contenuti pop invece che al software.

Ovviamente, restando in Italia, questa notizia ci lascia un po’ tiepidi. Mentre qui ci preoccupiamo di come la regolamentazione europea stia cercando (con fatica) di tenere a bada i giganti del tech, a Hollywood si preoccupano solo di come estrarre l’ultimo centesimo dai fan di Greta Gerwig. Non cambierà la nostra vita, non influenzerà il prezzo della fibra o la sicurezza dei nostri server, ma è un promemoria di quanto sia diventato tutto un grande, ripetitivo, e inevitabile processo di iterazione commerciale.

In sintesi: aspettatevi un sequel che ricalca la struttura del primo, con lo stesso budget e probabilmente la stessa dose di ironia post-moderna, ma con un focus ancora più marcato sul monetizzare ogni singolo frame. Se è un glitch nel sistema della creatività umana, beh, sembra che il marketing abbia già deciso di ignorare l’errore e integrarlo nel prossimo update.

Source: ‘Barbie 2’ May Happen After All

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