Australia e il grande piano per trasformare router funzionanti in fermacarte di lusso

Australia e il grande piano per trasformare router funzionanti in fermacarte di lusso

Immaginate di avere tra le mani un pezzo di hardware solido, un router che gestisce il traffico senza battere ciglio, e di ricevere un invito ufficiale che vi suggerisce di lanciarlo nel cestino della spazzatura. Sembra una gag di un episodio di Silicon Valley, ma per alcuni cittadini australiani è la realtà di oggi.

La notizia, che arriva dritta da Ars Technica, riguarda la conclusione di un programma governativo in Australia. Il verdetto delle autorità? Quei migliaia di router utilizzati per scopi di test sono ormai inutilizzabili e vanno smaltiti. Il problema? Non perché siano esplosi o perché il chipset sia andato in burnout, ma semplicemente perché il programma è finito. Una gestione delle risorse che farebbe impallidire persino un NPC di un gioco RPG di basso livello.

Il punto non è solo lo spreco di hardware, che è già di per sé una mazzata alla sostenibilità, ma la logica che ci sta dietro. Si parla di dispositivi che, tecnicamente, sono ancora pieni di vita. Come dice chi ne capisce (e che probabilmente sta già preparando il kit di saldatore), quei router potrebbero essere rinfrescati con un semplice reflash del firmware. Basta caricare una custom ROM, magari qualcosa di open source, per trasformare un pezzo di plastica inutile in un gateway super performante per la casa o per un progetto IoT.

Naturalmente, per noi che viviamo in Italia, questa notizia potrebbe sembrare un lontano problema di un altro continente. Non è che domani il Ministero della Difesa deciderà di dare fuoco ai nostri Raspberry Pi. Però, il sottotesto è universale e benissimo comprensibile: è lo stesso approccio mentale che vediamo applicato quando un brand decide che il tuo smartphone di due anni fa è obsoleto solo perché non può venderti il modello nuovo. È quella mentalità del «funziona? Allora buttalo» che si scontra frontalmente con la cultura del maker, del recupero e della riparazione.

Vedere migliaia di dispositivi destinati al wayland di un centro di smaltimento invece che alla vita vera è frustrante. È un insulto all’intelligenza di chiunque sappia che, con un po’ di codice e tanta voglia di smanettare, l’hardware non muore mai davvero, a meno che non sia un problema di silicio.

Insomma, un grande applauso alle decisioni amministrative che trattano la tecnologia come carne da macello. Speriamo solo che, quando i nostri router inizieranno a urlare vendetta, non ci sia nessuno pronto a fare il flash del firmware per salvarli.

Source: Aussie gov't tells volunteers to throw out thousands of functioning test routers

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