
Esiste un confine sottile tra il genio dell’automazione e il caos più totale, e sembra che Anthropic l’abbia appena varcato con un botto che non si sente da tempo.
Se siete il tipo di persona che passa le notti a ottimizzare script Python o a cercare di far girare un vecchio kernel su un hardware sperimentale, sapete quanto sia importante la precisione. Ecco, immaginate di fare un commit banale, magari solo per aggiornare una documentazione, e scoprire che quel minuscolo refuso nel messaggio di commit sta attivamente svuotando il vostro credito extra. Non è uno scherzo, è quello che sta succedendo con Claude Code.
Un utente ha scoperto che se nel tuo storico git compare la stringa ‘HERMES.md’ (attenzione, proprio con le maiuscole!), il sistema di routing delle API di Claude decide che non è più ora di usare la tua quota mensile del piano Max, ma è il momento di iniziare a scalare i costi sul piano ‘extra usage’. Parliamo di un utente che ha visto bruciare oltre 200 dollari senza nemmeno accorgersene, mentre il suo dashboard mostrava ancora l’86% della capacità settimanale disponibile. Una magia nera, ma con un conto in banca decisamente meno magico.
La cosa assurda è che il bug non riguarda l’esistenza del file sul disco, ma la presenza della stringa nel messaggio di commit. Claude Code include i commit recenti nel prompt di sistema, e qualcosa lato server, probabilmente un regex scritto male o un rule-based router decisamente poco intelligente, interpreta quella stringa come un segnale per cambiare la classe di fatturazione. Se scrivi ‘hermes.md’ in minuscolo, tutto funziona. Se scrivi ‘HERMES.md’, sei fregato.
Da smanettone, trovo questa cosa profondamente irritante. Siamo abituati a bug, certo, ma un bug che introduce una latenza nel monitoraggio dei costi e che agisce in modo silente è il nemico numero uno di chiunque faccia debugging o automazione. È il classico esempio di ‘spaghetti code’ lato infrastruttura che finisce per punire l’utente finale. Non è solo un problema di codice, è un problema di trasparenza. Come fai a diagnosticare un errore che ti dice ‘hai finito i crediti extra’ quando, in realtà, i tuoi crediti del piano principale sono ancora lì che ti salutano?
Per noi che amiamo smontare tutto e capire come funzionano le cose, questo è un monito: fate attenzione a cosa scrivete nei vostri commit quando usate tool AI integrati. E soprattutto, controllate i log di billing con la stessa ossessionità con cui controllate i voltaggi su un oscilloscopio. Il ‘corporate-speak’ ci vende l’efficienza infinita, ma la realtà è che un semplice errore di case-sensitivity può trasformare il vostro workflow in un bancomat impazzito.
In breve: se vedete ‘HERMES.md’ nei vostri messaggi di commit, cambiate nome o fate un rename immediato. La tecnologia è fantastica, finché non decide di fatturarti un errore di battitura come se fosse un servizio premium.
Source: HERMES.md in commit messages causes requests to route to extra usage billing
