
Smettetela di contare i centesimi risparmiati con i componenti compatibili, perché i piani di Cupertino stanno per diventare decisamente più ambiziosi e, diciamolo, decisamente più cari.
Secondo le ultime indiscrezioni che girano (e che hanno fatto saltare sulla sedia anche i più cinici), Apple sta pianificando una transizione verso quella che viene chiamata era ‘Ternus’. Se finora il regno di Tim Cook è stato un capolavoro di efficienza focalizzato sul massimizzare i profitti per gli azionisti — trasformando ogni iPhone in un piccolo lingotto d’oro digitale — la musica sta per cambiare. L’obiettivo non è più solo drenare il portafoglio degli utenti con aggiornamenti incrementali, ma puntare a una nuova frontiera di hardware e servizi che promette di costare… beh, un botto.
In parole povere: Apple vuole smettere di fare la contabile e ricominciare a fare la tech company nel senso più sfrenato e costoso del termine. E noi, che siamo abituati a smanettare con schede Arduino, stampare in 3D pezzi di ricambio e far girare Linux su hardware che l’azienda definirebbe ‘legacy’, cosa ne pensiamo?
Da una parte, l’idea di vedere Apple spingere su hardware davvero innovativo — magari qualcosa che non sia solo un altro chip con un nome più figo ma la stessa architettura di due anni fa — è eccitante. Se questo significa nuovi sensori, capacità di calcolo locale per l’IA che non richieda un server della NASA o interfacce che facciano sembrare i vecchi arcade dei giocattoli rotto, allora ben venga il cambiamento.
Dall’altra parte, c’è il rischio concreto di un ‘vendor lock-in’ ancora più aggressivo. Se ‘Ternus’ implica ecosistemi chiusi, hardware proprietario impossibile da riparare o componenti che richiedono una chiave crittografica magica per essere riconosciuti dal sistema, allora siamo nei guai. Noi che amiamo il retrocomputing e la libertà di modificare ogni singolo bit di un file di gioco in Godot, non abbiamo bisogno di un altro muro di vetro intorno ai nostri device.
Il rischio è che questa ‘nuova era’ diventi un parco giochi per ricchi, dove l’innovazione è blindata in un ecosistema così costoso e chiuso che persino un maker con un budget illimitato si sentirebbe escluso. Speriamo che questa spinta verso l’alto sia reale progresso tecnologico e non solo un modo più elegante per dire: ‘Ehi, questo nuovo gadget costa quanto un tornio CNC, ma non puoi aprirlo senza rompere tutto’.
Restiamo in attesa di vedere i primi prototipi. Se vedremo qualcosa di veramente rivoluzionario, lo celebreremo con un giro di birra e un firmware custom. Se vedremo solo un altro modo per alzare i prezzi, allora torneremo alle nostre vecchie, amate, e riparabili macchine CNC.
Source: Under Ternus, Apple Is Reportedly Entering a Spendy New Era
