
Avete presente quando aprite un sito di un prodotto figo e, prima ancora di leggere le specifiche tecniche, venite travolti da un comunicato stampa che urla ‘Potenziato dall’Intelligenza Artificiale’ in ogni singolo pixel?
Ecco, beh, non siete gli unici a provare quel leggero prurito nervoso. Un recente sondaggio condotto su 2.000 decision-maker e consumatori ha tirato fuori un dato che, onestamente, non mi sorprende affatto: il 60% degli utenti americani dichiara che l’uso del termine ‘AI’ nel messaging dei brand è un vero e proprio ‘turnoff’. In pratica, invece di trasmettere innovazione, queste aziende stanno solo comunicando che hanno paura di restare indietro e stanno sparando parole chiave a caso per compiacere gli algoritmi di Google.
La situazione è ancora più depressiva: il 74% delle persone sente che internet sia diventato meno ‘umano’ rispetto a dieci anni fa. E non è solo una questione di nostalgia per i tempi in cui le pagine web erano fatte di puro HTML e un briciolo di CSS senza anima. È che siamo immersi in un mare di contenuti generati da LLM che sembrano tutti scritti dalla stessa, identica, noiosa macchina. È il trionfo della mediocrità algor minuta.
Da smanettone che passa le notti a far girare modelli locali su hardware che scalda quanto un forno per la pizza, il mio punto di vista è chiaro: l’AI è uno strumento incredibile, non un brand. Usare l’AI per ottimizzare un workflow di rendering in Blender o per scrivere uno script in Python che automatizza i task della CNC è la vera magia. Ma usare ‘AI’ come etichetta su un prodotto mediocre è come scrivere ‘progettato da ingegneri’ su un pezzo di plastica stampato male. È fuffa pura.
Per noi che amiamo costruire, programmare e sporcarci le mani con l’elettronica, questo trend è un segnale d’allarme. Se il web diventa una distesa di contenuti sintetici, il valore di ciò che è reale, tangibile e ‘imperfetto’ aumenta esponenzialmente. La vera sfida non sarà solo padroneggiare i nuovi tool, ma saper distinguere il valore reale dal rumore di fondo del marketing corporate.
Quindi, cari vendor, un consiglio: tenetevi le vostre parole chiave e concentratevi sul far funzionare le cose. Noi non ci facciamo incantare da un bell’aggettivo, ci facciamo incantare da un codice che gira senza bug e da una macchina che fa esattamente quello che abbiamo progettato. Il resto è solo marketing che sta invecchiando male.
Source: Sixty percent of US consumers say 'AI' in brand messaging is a turnoff
