
Se l’intelligenza artificiale sta davvero per riscrivere le regole del gioco, perché il mio calendario non si è ancora aggiornato con un weekend lungo ogni settimana?
Avete letto le ultime hype-narrazioni che popolano i feed di Hacker News? Il mantra è un classico del marketing corporate: l’AI è il motore di una rivoluzione senza precedenti che aumenterà la produttività globale di un fattore 10x. Tutto sarà più veloce, più facile, più efficiente. Magnifico, davvero. Ma c’è un piccolo dettaglio logico che sembra essersi perso tra un paper di Deep Learning e una demo di un nuovo modello LLM.
Il punto è semplice: se un task che prima richiedeva una settimana di sbatta può essere concluso entro il lunedì mattina grazie a un manipolo di agenti autonomi che lavorano mentre io dormo, perché devo comunque restare in ufficio (o davanti allo schermo) fino al venerdì? La logica vorrebbe che potessimo dichiarare il venerdì come ‘AI Workers’ Day’. Io mi impegno a scrivere i prompt più creativi e strutturati il giovedì, e poi lascio che gli agenti facciano il lavoro sporco mentre io mi dedico ai miei progetti reali.
E non parliamo solo di noi. Se la produttività esplode, anche i piani alti — quelli che amano le riunioni infinite e il management-speak che non dice nulla — potrebbero finalmente smettere di pretendere la nostra presenza costante. Magari potrebbero anche usare il venerdì per andare a giocare a golf senza sentirsi in colpa, visto che il loro ‘output’ è gestito da script automatizzati.
Per noi che viviamo tra il codice, la stampa 3D e il retrocomputing, questa non è solo una questione di pigrizia. È una questione di ottimizzazione delle risorse. Se posso ottimizzare un G-code per la mia CNC o scrivere uno script in Python per automatizzare il rendering in Blender, perché non posso ottimizzare anche il mio tempo vitale? Il vero rischio dell’era dell’AI non è che le macchine ci sostituiscano, ma che vengano usate solo per farci produrre di più, mantenendo lo stesso carico di lavoro stressante, invece di restituirci il bene più prezioso: il tempo per sperimentare, rompere le cose e ricostruirle.
Quindi, caro Elon (e tutto il resto del C-suite), meno ore in ufficio, più tempo per la creatività vera. Se la tecnologia ci libera dal lavoro ripetitivo, usiamola per liberarci anche dal calendario standard. Altrimenti, stiamo solo costruendo macchine più veloci per correre in una ruota del criceto ancora più frenetica.
Source: Can we have the day off?
