Affitti a New York: l’era delle case ‘perfette’ (ma finte) sta per finire

Affitti a New York: l'era delle case 'perfette' (ma finte) sta per finire

Avete presente quella sensazione di delusione quando, dopo aver visitato un appartamento che online sembrava un loft di Brooklyn con luce zenitale e pareti in mattoni나, vi ritrovate davanti a un seminterrato umido che profuma di muffa e fallimento? Ecco, i proprietari di immobili di New York hanno trovato un modo per rendere quel trauma ancora più frequente: l’intelligenza artificiale.

Il sindaco Mamdani ha appena deciso di alzare la guardia. La nuova proposta prevede che chiunque pubblichi annunci immobiliari debba dichiarare esplicitamente se le foto mostrate sono state generate o pesantemente manipolate da algoritmi di AI. In pratica, l’obiettivo è impedire che un proprietario possa trasformare una stanza buia e senza finestre in un set degno di una serie di design, semplicemente dando in pasto l’immagine a un modello generativo con un prompt tipo «rendi questo posto accogliente e luminoso».

Per noi che passiamo le ore a smanettare con Stable Diffusion o Midjourney, la notizia suona un po’ come un paradosso. Da un lato, ammettiamolo: l’idea di usare l’AI per creare una realtà che non esiste è la quintessenza del ‘fake it till you make it’. Dall’altro, però, c’è una differenza sostanziale tra creare un’illustrazione fantasy e usare la potenza di calcolo per ingannare qualcuno su quanto spazio vitale sta pagando.

Certo, restiamo con i piedi per terra: siamo in Italia, e la legge di New York non cambierà il modo in cui il tuo proprietario di casa ti presenta l’appartamento a Milano o Roma. Tuttavia, il trend è globale e la questione è filosofica. Stiamo entrando in un’era in cui la fiducia nell’evidenza visiva sta svanendo. Se non possiamo più credere ai nostri occhi, la verità diventa un concetto relativo, tutto dipendente da quanto è potente la GPU di chi ha creato l’annuncio.

La decisione di Mamdani è un tentativo di porre un limite a questo ‘trucco digitale’, ma la sfida tecnica sarà enorme. Come si controlla se un’immagine è stata ‘troppo’ ritoccata? È un render architettonico o una foto reale con un filtro AI? La linea è sottilissima e il rischio è quello di trovarsi con una burocrazia che cerca di regolare l’irregolabile, lasciando spazio solo a chi sa nascondere meglio le tracce del deepfake.

Insomma, l’unico modo per non farsi fregare resta quello di vecchio stampo: andare a vedere la casa dal vivo. Niente prompt o algoritmi che tengano, la realtà non ha un tasto ‘upscale’.

Source: Mayor Mamdani Says Landlords Can't Use AI Images to Advertise

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