
Esiste un confine sottile tra «sicurezza pubblica» e un episodio di Black Mirror che non finisce bene, e sembra che la LAPD abbia finalmente deciso di non voler testare quanto sia sottile.
Per chi non fosse aggiornato (o non avesse la testa troppo occupata a debuggare un kernel custom), la polizia di Los Angeles ha appena comunicato che lascerà scadere il contratto con Flock. Per i non addetti ai lavori, Flock è quel tipo di software che trasforma ogni telecamera stradale in un occhio onnipresento, capace di tracciare targhe e movimenti con una precisione che farebbe invidia a un agente dell’Interpol sotto caffeina.
La notizia è arrivata con una motivazione che, sebbene scritta in un linguaggio burocratico tutto loro, è piuttosto chiara: preoccupazioni serie riguardo alle libertà civili e alla privacy. In pratica, hanno realization che avere un sistema che logga ogni minimo spostamento è un po’ come lasciare le chiavi di casa sotto lo zerbino, ma con l’aggiunta che lo zerbino è collegato a un database cloud proprietario che nessuno sa davvero chi controlli in ultima istanza.
Ovviamente, siamo in Italia e potremmo pensare: «E allora? A Los Angeles succede tutto, qui l’unica sorveglianza che sentiamo è quella dei vicini che ci osservano dal balcone». Ed è vero, le leggi americane sono un far west e quello che succede in California spesso non ci tocca direttamente nel quotidiano. Però, c’è un dettaglio che un maker o un appassionato di open source non può ignorare: il concetto di sovranità sul dato. Quando un’infrastruttura critica della città viene delegata a un vendor privato che opera in un ‘black box’ tecnologico, il rischio di un ecosistema chiuso e incontrollabile diventa enorme.
Non stiamo parlando solo di etica, ma di architettura. Quando la tecnologia di sorveglianza diventa così integrata da essere indispensabile, ci troviamo prigionieri di un ecosistema che non possiamo patchare, non possiamo auditare e non possiamo spegnere senza causare il caos. È il classico problema del vendor lock-in applicato alla sicurezza urbana.
Quindi, vedere una metropoli che decide di far scadere un contratto perché il prezzo da pagare in termini di trasparenza è troppo alto è un segnale interessante. Non è ancora la rivoluzione che ripulisce i database dal mondo, ma è un promemoria che, anche nel regno del software proprietario più aggressivo, si può ancora dire di no al monitoraggio indiscriminato. Speriamo solo che non stiano solo cambiando fornitore per passare a qualcosa di meno rumoroso, ma meno invasivo.
E voi? Avreste mai il coraggio di staccare la spina a un sistema che promette sicurezza in cambio di totale anonimato?
Source: LAPD lets contract with surveillance giant Flock expire
