
Sarebbe stato carino ricevere una notifica di sistema pulita, un semplice ‘process terminated’, invece di questo annuncio che arriva come un kernel panic improvviso nel bel mezzo di una sessione di debugging.
Ted Turner ci ha lasciati. E no, per chi non fosse aggiornato ai database storici, non parliamo di un utente qualunque, ma di quello che ha praticamente inventato il concetto moderno di ‘broadcasting’ satellitare. Prima che il mondo venisse sommerso da algoritmi di raccomandazione che decidono cosa devi guardare basandosi su quanto hai cliccato l’ultimo video di gattini, c’era l’idea di creare un impero dell’informazione che coprisse letteralmente l’intero pianeta.
Per noi che passiamo le serate a configurare server, smanettare con le antenne per catturare segnali perduti o semplicemente a godere del bello dell’hardware analogico, la sua figura rappresenta un’era in cui l’espansione tecnologica aveva ancora un volto umano e non era solo un insieme di microservizi scalabili e privi di anima. Turner è stato il visionario che ha capito che lo spazio non era solo un vuoto nero, ma un enorme bus di trasmissione dati pronto per essere sfruttato.
Certo, guardando come è finita l’industria dei media oggi — tra mega-merger che sembrano solo tentativi di creare dei monopoli ingestibili e una frammentazione dei contenuti che richiede un setup da NASA solo per trovare un film decente — è difficile non provare un po’ di nostalgia. Il suo lascito è potente, ma il modello di business che ha contribuito a creare si è evoluto in quella giungla di ‘walled gardens’ e abbonamenti incrociati che odiamo profondamente. Il rischio del vendor lock-in è ormai il pane quotidiano di chiunque provi a gestire un ecosistema digitale senza farsi imprigionare da un unico ecosistema proprietario.
Cosa resta a noi, maker e smanettoni? Resta la lezione che l’hardware e la visione infrastrutturale contano più del software di superficie. Turner ha costruito l’infrastruttura (i satelliti), il resto era solo contenuto. Quando progettate la vostra prossima CNC o il vostro nuovo progetto di riciclo plastica, ricordatevi che la vera potenza sta nel costruire qualcosa che possa trasmettere valore, non solo nel creare un’interfaccia carina che sparisce al primo aggiornamento firmware.
Buon viaggio, Ted. Hai lasciato un segnale forte, speriamo che il prossimo grande visionario non sia solo un bot addestrato su dataset di marketing aziendale.
Source: Ted Turner has died
