Sirius DB: Un database che promette la luna… o solo un altro pezzo di codice?

Sirius DB: Un database che promette la luna... o solo un altro pezzo di codice?

Ammettiamolo: la maggior parte dei database moderni sono diventati delle bestie complesse da domare. Tra shard, repliche, consistency levels e un’interfaccia a riga di comando che sembra uscita direttamente da un film di fantascienza anni ’80, a volte viene voglia di tornare a salvare tutto in un file di testo.

E proprio in questo contesto arriva Sirius DB. L’idea di base è semplice: un database che si autogestisce, scalabile orizzontalmente e pensato per essere facile da usare. Promettono performance elevate, semplicità di deployment e un modello di dati flessibile. Insomma, il sogno di ogni sviluppatore che odia passare più tempo a configurare l’infrastruttura che a scrivere codice.

Ok, ok, sembra figo. Ma andiamo a fondo. Sirius DB si basa su un approccio ‘serverless’ e promette di gestire automaticamente la scalabilità e la resilienza. Questo significa meno notti insonni a monitorare i log e a pregare che il database non collassi sotto carico. Per noi che giochiamo con Raspberry Pi e Arduino, significa poter prototipare progetti complessi senza dover diventare esperti di DevOps.

Però, c’è sempre un ‘però’. La documentazione è ancora un po’ scarna (classico!) e non è chiaro quanto sia realmente ‘vendor lock-in’. Usare un database proprietario, per quanto promettente, può diventare un problema a lungo termine. E poi, la privacy? Come vengono gestiti i dati? Queste sono domande fondamentali che dobbiamo porci prima di adottare qualsiasi nuova tecnologia, soprattutto se si tratta di dati sensibili.

Al momento, Sirius DB è ancora in fase di sviluppo attivo, ma sembra avere delle basi solide. Se siete curiosi e vi piace sporcarvi le mani, dateci un’occhiata. Potrebbe essere una valida alternativa ai soliti noti. Ma ricordate: non fidatevi mai di chi promette miracoli, soprattutto se si tratta di database. Controllate sempre il codice, fate i vostri test e preparatevi al peggio. E, per l’amor del cielo, non dimenticate i semicoloni!

Source: Sirius DB

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