
Ma davvero pensavate che la Cina si sarebbe accontentata di comprare DRAM da tutti gli altri? No, signori, si sta mettendo in gioco anche lei, e lo fa con ChangXin Memory Technologies (CXMT), un nome che dovreste iniziare a memorizzare (ehm…). Hanno appena depositato una richiesta di quotazione in borsa per ben 4.2 miliardi di dollari, e l’obiettivo è chiaro: diventare un player globale nel mercato della memoria.
In parole povere, CXMT è un produttore di DRAM cinese che, in soli pochi anni, è passato da zero a essere il primo in Cina e il quarto al mondo. Non male, eh? Certo, dista ancora parecchio dai colossi come Samsung, SK Hynix e Micron, che detengono ancora la maggior parte del mercato, ma la volontà c’è, e i soldi anche. E con la Cina che è il più grande consumatore di DRAM al mondo, hanno anche un mercato interno ben definito.
Ok, ma cosa significa tutto questo per noi che amiamo smanettare con Arduino, Raspberry Pi e schede di ogni tipo? Beh, potenzialmente, significa più concorrenza, prezzi più bassi e, forse, una maggiore disponibilità di memoria. Per anni siamo stati in balia dei pochi produttori dominanti, con i loro cicli di produzione e le loro strategie di prezzo. Avere un nuovo attore in campo potrebbe rompere un po’ questo monopolio, anche se dubito che vedremo sconti eclatanti a breve termine. La legge della domanda e dell’offerta è spietata, e l’AI sta facendo impazzire la richiesta di memoria.
CXMT produce già DDR4, DDR5, LPDDR4X e LPDDR5/5X, quindi copre un ampio spettro di applicazioni, dai server ai dispositivi mobili, passando per le nostre amate schede embedded. Hanno persino raggiunto velocità di trasferimento dati paragonabili a quelle dei leader del settore. Insomma, tecnicamente sono all’altezza, almeno sulla carta. Il vero test sarà vedere come riusciranno a scalare la produzione e a mantenere la qualità nel tempo.
C’è una cosa che mi fa un po’ storcere il naso: la forte dipendenza da Alibaba, ByteDance e Tencent come clienti principali. Più del 60% del loro fatturato proviene da questi cinque nomi. Non è proprio il massimo in termini di diversificazione del rischio. Se uno di questi giganti decidesse di cambiare fornitore, CXMT potrebbe trovarsi in difficoltà. Però, d’altro canto, avere clienti così grandi garantisce un flusso di cassa costante, almeno per il momento.
In definitiva, l’IPO di CXMT è un segnale interessante. La Cina sta investendo pesantemente nel settore dei semiconduttori, e questo potrebbe avere ripercussioni positive anche per noi appassionati di elettronica. Resta da vedere se riusciranno a mantenere le promesse e a diventare un vero e proprio concorrente per i giganti della memoria. Io, da hacker smanettone, resto cauto ma ottimista. E speriamo che, un giorno, potremo dire di aver costruito un progetto figo usando DRAM made in China!
Source: China DRAM Maker CXMT Targets $4.2B IPO as It Takes on Samsung, SK Hynix, Micron
