
Immaginate di costruire un castello di sabbia sulla spiaggia. Figo, no? Ma poi arriva l’alta marea e… puff, addio castello. Ecco, il web è un po’ come quella spiaggia. Se pubblichi i tuoi contenuti solo su piattaforme di terzi (Facebook, Medium, LinkedIn, TikTok, l’elenco è infinito), sei in balia delle loro decisioni, dei loro algoritmi, e delle loro improvvise voglie di cambiare tutto.
POSSE, acronimo di *Publish on your own Site, Syndicate Elsewhere*, è un concetto semplice ma potente: il tuo sito web dovrebbe essere la fonte primaria di verità, il luogo dove *tu* hai il controllo. Poi, puoi distribuire i tuoi contenuti su altre piattaforme (il cosiddetto “syndication”), ma sempre mantenendo il tuo sito come base. È come avere la tua fortezza e mandare esploratori in giro per il mondo.
La notizia, presa da Hacker News, non è propriamente una novità esplosiva, ma un promemoria importante in un’epoca dominata dall’hype e dal vendor lock-in. Tutti a inseguire l’ultimo social network figo, dimenticandosi che la vera proprietà dei contenuti è fondamentale. E non parlo solo di copyright, ma di controllo, di libertà, di poter fare quello che vuoi con il tuo lavoro.
Cosa significa per noi, smanettoni incalliti? Beh, significa che possiamo finalmente smetterla di scrivere post perfetti per Facebook (con titoli clickbait e immagini accattivanti) e tornare a scrivere per noi stessi, per chi apprezza la sostanza. Significa che possiamo usare il nostro blog come banco di prova per nuove tecnologie, senza doverci preoccupare delle restrizioni delle piattaforme. Possiamo integrare il nostro sito con Mastodon, ActivityPub o qualsiasi altro protocollo decentralizzato che ci pare. Possiamo persino scrivere in Markdown e generare il sito con un generatore statico (Jekyll, Hugo, Zola… la scelta è ampia!).
Certo, richiede un po’ di lavoro in più. Nessuno ti regala la visibilità immediata di un social network. Ma in cambio, ottieni qualcosa di molto più prezioso: la libertà. E, diciamocelo, a noi nerd piace smanettare e costruire le cose con le nostre mani, non essere semplici consumatori passivi. E poi, se un giorno Facebook dovesse sparire (speriamo!), tu avrai ancora il tuo castello di sabbia… o meglio, la tua fortezza inespugnabile.
Quindi, la prossima volta che pensi di pubblicare un articolo su Medium, chiediti: non sarebbe meglio pubblicarlo sul mio sito e poi condividerlo dove voglio io? E magari, aggiungi un piccolo script che manda automaticamente i tuoi post su Mastodon. Perché, alla fine, il web dovrebbe essere un luogo di condivisione libera, non un giardino recintato.
