
Ammettiamolo: ogni anno qualcuno proclama che ‘questo è l’anno di Linux sul desktop’. E ogni anno ci ritroviamo a combattere con driver proprietari, configurazioni complesse e la costante sensazione di essere gli unici a cui importa davvero. Ma questa volta, sembra che qualcuno ci creda *davvero*. Un post su Hacker News (link in fondo, se siete masochisti) afferma che il 2026 sarà l’anno della svolta.
Ok, ok, respiriamo. Non sto dicendo che sia impossibile. Anzi, spero che abbiano ragione! Ma dopo decenni di promesse, è lecito essere un po’ scettici. Il problema non è tanto Linux in sé, che è una bestia potente e flessibile, ma l’ecosistema che lo circonda. Parliamo di software proprietario che si rifiuta di funzionare nativamente, di produttività che richiede il santo cielo per essere configurata e di un’interfaccia utente che, diciamocelo, a volte sembra uscita dagli anni ’90.
Per noi che amiamo smanettare con Arduino, Raspberry Pi e qualsiasi cosa abbia un microcontrollore, il controllo è tutto. Vogliamo capire come le cose funzionano, modificarle, adattarle alle nostre esigenze. E Linux, in teoria, ce lo permette. Ma poi arriva il vendor lock-in, la privacy violata da ogni singolo software e ci troviamo a dover scegliere tra la comodità e la libertà. Una scelta difficile, no?
Cosa significa questo per noi? Beh, probabilmente significa più tempo a configurare il nostro desktop ideale, più script Bash da scrivere e più forum da frequentare per trovare soluzioni a problemi che *dovrebbero* essere già risolti. Ma significa anche la soddisfazione di avere un sistema operativo che è veramente nostro, che possiamo personalizzare all’infinito e che non ci spia dietro ogni angolo. E poi, diciamocelo, c’è una certa gioia nel vedere la faccia di chi usa Windows quando gli spieghi come hai risolto un problema con una riga di comando.
Quindi, il 2026 sarà l’anno di Linux sul desktop? Forse no. Forse sì. Ma una cosa è certa: noi continueremo a smanettare, a sperimentare e a cercare di rendere Linux il sistema operativo che meritiamo. E se nel frattempo riusciamo a evitare un altro attacco ransomware, tanto meglio.
[Link al post originale su xeiaso.net](https://xeiaso.net/notes/2026/year-linux-desktop/)
