
WTF?! Un articolo del 2020 su fotocamere e obiettivi che spunta fuori nel 2026? Sembra ieri che ci lamentavamo delle micro-plastiche e della scarsità di chip, e ora ci ritroviamo a scavare nel passato. Ma aspettate, forse c’è qualcosa di interessante.
L’articolo originale, a quanto pare, si concentra su un’analisi tecnica di fotocamere e obiettivi. Niente di rivoluzionario, eh? Ma, come spesso accade, è nel dettaglio che si nasconde il bello (e il brutto). Parla di risoluzione, sensori, aberrazioni cromatiche, il solito tran tran. Per noi che amiamo smontare giocattoli (e a volte anche cose più costose) per capire come funzionano, è pane per le nostre mani.
Ma la cosa che mi ha fatto alzare un sopracciglio è la discussione sul vendor lock-in. Ancora nel 2020, le case produttrici di fotocamere e obiettivi facevano di tutto per costringerti a comprare tutto dallo stesso ecosistema. Obiettivi di terze parti? Compatibilità limitata o assente. Firmware modificato? Sogni ad occhi aperti. E la situazione è cambiata poi? Beh, un po’. Ci sono più opzioni di terze parti, ma il problema persiste. Vogliono farti credere che l’obiettivo da 2000€ sia *essenziale* per sfruttare al massimo la tua fotocamera da 3000€, quando in realtà… beh, dipende da cosa ci fai.
E la privacy? L’articolo tocca anche questo tema, e fa bene. Le fotocamere moderne sono piene di software, connessioni Wi-Fi, e chissà cos’altro. Raccolgono dati, li inviano a chissà dove, e tu ti ritrovi a chiederti se la tua fotocamera ti sta spiando. Certo, puoi disattivare le connessioni, ma a che prezzo? Perdere funzionalità utili? Rinunciare all’aggiornamento del firmware? È un dilemma.
Per noi maker e hacker, questo significa che c’è ancora tanto da fare. Possiamo continuare a sperimentare con obiettivi vintage, adattatori fai-da-te, firmware alternativi. Possiamo creare le nostre fotocamere personalizzate con Raspberry Pi e sensori a basso costo. Possiamo dimostrare che non abbiamo bisogno delle ultime diavolerie per scattare foto fantastiche. E, soprattutto, possiamo divertirci un mondo mentre lo facciamo.
Insomma, l’articolo del 2020 è un promemoria che la tecnologia è sempre un compromesso. E che, a volte, le soluzioni più interessanti si trovano fuori dagli schemi.
Source: Cameras and Lenses (2020)
