Cavi sottomarini saltati: la Russia ci sta prendendo in giro o è solo sfortuna?

Cavi sottomarini saltati: la Russia ci sta prendendo in giro o è solo sfortuna?

WTF?! Seriamente? Un altro cavo sottomarino saltato in Baltico? A questo punto mi sa che dobbiamo iniziare a sospettare che qualcuno si stia divertendo a giocare a bowling con la nostra infrastruttura digitale.

La notizia è fresca: un cargo, la *Fitburg*, battente bandiera di Saint Vincent e Grenadine (ma dai, seriamente?), è stata fermata dalle autorità finlandesi perché sospettata di aver danneggiato un cavo di comunicazione sottomarino che collega Helsinki a Tallinn. L’ancora era abbassata proprio sopra il cavo, in acque finlandesi, mentre il danno è avvenuto in quelle estoni. Un po’ come dire: “Ehi, io sono qui vicino, ma non è colpa mia!”

E non è finita qui, pare che anche un secondo cavo, di proprietà della svedese Arelion, sia stato danneggiato. Il che fa salire il numero di cavi sottomarini danneggiati nel Baltico a *almeno* 10 dal 2023. A questo punto, chiamare ‘coincidenza’ inizia a sembrare una scusa un po’ tirata.

La *Fitburg* ha un equipaggio di 14 persone, tra russi, georgiani, kazaki e azerbaijani. Ok, quindi un mix interessante. E, ciliegina sulla torta, la nave proveniva da San Pietroburgo ed era diretta a Haifa. Insomma, una rotta che fa storcere il naso a più di un esperto di geopolitica.

Ora, cosa significa tutto questo per noi che amiamo smanettare con Raspberry Pi, Arduino e tutto il resto? Beh, significa che la nostra dipendenza da queste infrastrutture è enorme. Immaginate se la connessione internet tra Finlandia ed Estonia saltasse completamente. Sarebbe un casino, no? E non solo per loro, ma per tutti noi che dipendiamo da server e servizi ospitati in quelle zone.

NATO si è già mossa e ha lanciato un progetto per proteggere meglio queste infrastrutture critiche. Ottimo, ma a mio parere è un po’ come chiudere la stalla dopo che i cavalli sono scappati. Avremmo dovuto pensarci prima, quando i primi cavi hanno iniziato a saltare. E poi, parliamoci chiaro, proteggere un cavo sottomarino è un’impresa titanica. Non puoi mettere una guardia armata ogni metro!

La cosa che mi infastidisce di più è che spesso si parla di ‘sabotaggio’ senza fornire prove concrete. Ok, ci sono sospetti, ma gridare al lupo ogni volta non aiuta. Serve un’indagine seria e trasparente per capire cosa sta succedendo veramente. E soprattutto, serve una maggiore cooperazione internazionale per proteggere queste infrastrutture vitali.

E poi, diciamocelo, tutta questa storia mi fa venire in mente il vendor lock-in. Dipendiamo da pochi fornitori per la nostra infrastruttura internet, e questo ci rende vulnerabili. Forse dovremmo iniziare a pensare a soluzioni più decentralizzate e resilienti. Tipo, magari, una rete mesh sottomarina gestita da noi nerd? Ok, forse sto sognando ad occhi aperti, ma sognare non costa nulla (e magari ci troviamo una soluzione geniale!).

Source: Finland detains ship and its crew after critical undersea cable damaged

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