Apple apre il rubinetto (ma solo in Giappone) e ci lascia cambiare motore al browser… forse

Apple apre il rubinetto (ma solo in Giappone) e ci lascia cambiare motore al browser… forse

WTF?! Apple che permette di cambiare motore di rendering al browser? Sembra una barzelletta, vero? E invece è realtà… ma con più asterischi di un contratto legale. La Mela ha annunciato che, a partire da iOS 17.4, gli sviluppatori potranno usare motori di rendering alternativi a WebKit… ma solo in Giappone. Sì, avete capito bene, solo in Giappone.

Per chi non lo sapesse, il motore di rendering è il componente che interpreta il codice HTML, CSS e JavaScript e lo trasforma in quello che vediamo sullo schermo. WebKit è il motore usato da Safari e, fino ad ora, era l’unico permesso su iOS. Questa decisione ha sempre fatto storcere il naso agli sviluppatori, perché li costringeva ad adattare i loro siti web per WebKit, creando incompatibilità e problemi di performance.

Ora, Apple sembra aver fatto marcia indietro, ma con una serie di condizioni che fanno venire il mal di testa. Innanzitutto, bisogna essere approvati da Apple. Poi, bisogna rispettare una serie di requisiti di sicurezza e privacy che sono più stringenti del solito. E, soprattutto, bisogna essere disposti a lanciare un’app specifica per il mercato giapponese.

Cosa significa tutto questo per noi smanettoni? Beh, per la maggior parte di noi, probabilmente niente. A meno che non siate sviluppatori che lavorano su app per il mercato giapponese, o che siate particolarmente interessati a sperimentare con motori di rendering alternativi, questa novità non vi toccherà direttamente.

Ma c’è un aspetto interessante: Apple ha chiarito che i motori alternativi dovranno essere conformi agli standard web moderni e dovranno supportare le ultime tecnologie di sicurezza. Questo significa che gli sviluppatori dovranno impegnarsi a creare motori di rendering performanti e sicuri, e che Apple non accetterà soluzioni improvvisate.

La domanda che sorge spontanea è: perché solo in Giappone? Apple adduce motivazioni legate alle normative antitrust locali, ma molti sospettano che si tratti di un test per vedere come reagisce il mercato e per evitare di scatenare una rivoluzione su larga scala. In fondo, WebKit è un pezzo importante dell’ecosistema Apple, e rinunciarvi del tutto sarebbe un rischio enorme.

Personalmente, trovo questa mossa un po’ ambigua. Da un lato, è positivo vedere Apple aprirsi a soluzioni alternative. Dall’altro, limitare questa possibilità a un solo paese sembra una presa in giro. È come offrire un assaggio di libertà, per poi richiuderlo subito dopo. Spero che, se il test in Giappone avrà successo, Apple decida di estendere questa possibilità anche ad altri mercati. Altrimenti, sarà solo una trovata di marketing per farci credere che si preoccupa della concorrenza e dell’innovazione.

Source: iOS allows alternative browser engines in Japan

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