Libro cancellato? Ma che ce ne facciamo di un altro guru tech?

Libro cancellato? Ma che ce ne facciamo di un altro guru tech?

WTF?! Avete letto di Austin Henley che ha fatto saltare il suo libro? Praticamente, aveva firmato un accordo con una casa editrice, ha iniziato a scrivere, poi ha scoperto un sacco di clausole assurde e ha detto “ciao ciao”.

La storia, in breve, è questa: Henley, un tipo che sa il fatto suo di tecnologia (e scrive un blog niente male, a proposito), ha accettato di scrivere un libro. Tutto bello, finché non ha letto la bozza del contratto. A quanto pare, l’editore voleva avere il controllo totale sul codice di esempio che sarebbe stato incluso nel libro, con la possibilità di modificarlo e rivenderlo come prodotto proprietario. In pratica, volevano appropriarsi del suo lavoro.

Ok, ok, magari è una semplificazione, ma l’essenza è questa: vendor lock-in a livelli assurdi. Immaginate di passare mesi a sviluppare una libreria open source, poi qualcuno ti dice “bella, ora la prendiamo noi e la chiudiamo in un ecosistema proprietario”. Non vi incaccherebbe?

Io, da smanettone incallito, ci vedo un parallelo con tutto quello che sta succedendo nel mondo dell’IoT e delle piattaforme cloud. Ti vendono un servizio “chiavi in mano”, poi ti legano a un ecosistema da cui è impossibile uscire senza perdere tutto. E la tua privacy? Beh, quella è un optional.

Henley ha fatto bene a tirarsi indietro. A volte, la libertà di poter smanettare, modificare e condividere il proprio lavoro vale più di un anticipo e di una copertina patinata. E, diciamocelo, il mondo è pieno di libri. Un libro in meno non farà crollare l’umanità.

Cosa significa per noi che amiamo sporcarci le mani con Arduino, Raspberry Pi e compagnia bella? Beh, è un promemoria importante: il codice aperto, la documentazione condivisa e la possibilità di modificare le cose sono fondamentali. Non lasciatevi ingabbiati da chi vi promette soluzioni miracolose, ma vi chiede in cambio la vostra libertà. E controllate SEMPRE le clausole contrattuali, soprattutto quelle scritte in un inglese legale incomprensibile.

Insomma, chapeau a Henley per aver avuto il coraggio di dire di no. E ricordate: un buon progetto open source vale più di mille libri di auto-aiuto scritti da guru che non hanno mai toccato una saldatrice.

Source: I canceled my book deal

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