
Sai quella sensazione quando apri un progetto open source e trovi scritto “This file is licensed under CC-BY-SA 3.0”? Beh, preparati a leggerlo un po’ meno.
Wikipedia, il nostro amato baule di informazioni senza semicoloni mancanti, ha appena firmato accordi premium con Microsoft, Meta, Amazon, Perplexity e Mistral AI. Sì, proprio quelli che ci vendono cloud a peso d’oro e modelli linguistici che dimenticano cosa hanno imparato ieri.
Ma non è tutto oro quello che luccica. Wikimedia Enterprise, il ramo “business” del progetto, ha annunciato partnership a pagamento per l’accesso “privilegiato” ai dati. Traduzione: Big Tech paga per avere Wikipedia in versione VIP, senza dover passare dal sito pubblico. E noi? Be’, possiamo continuare a smanettare con i nostri Raspberry Pi e Arduino, ma forse tra un po’ troveremo meno dati liberi su cui fare esperimenti.
Il punto è: questi accordi sono un modo per finanziare Wikipedia, o stanno trasformando l’enciclopedia libera in un prodotto a due velocità? Da una parte, capisco la necessità di soldi (i server non si pagano con i meme), ma dall’altra… insomma, ci siamo messi in testa che il knowledge sia una commodity, e ora vediamo dove ci porta.
Per noi maker, la questione è semplice: meno dati liberi significano meno materiale per i nostri progetti. Quindi, che si tratti di scraping, API o semplice copia-incolla, meglio approfittarne finché è ancora possibile. E se qualcuno vi dice che “Big Tech salverà Wikipedia”, ricordategli che l’ultima volta che l’hanno fatto, ci hanno lasciato con un server down e un messaggio di errore in cinese.
In conclusione: godiamoci il free knowledge finché dura. E se un giorno vi ritroverete a pagare per leggere la pagina di Arduino, sapete chi ringraziare.
P.S. Se vi capita un errore 404 su Wikipedia, non preoccupatevi: forse è solo un bug, o forse è il sistema che vi dice “Paga, o non entri.”
Source: Wikipedia signs AI training deals with Microsoft, Meta, and Amazon
