Votare online? Meglio giocare a Russian Roulette con un Arduino (senza schemi)

Votare online? Meglio giocare a Russian Roulette con un Arduino (senza schemi)

Immagina di affidare il destino della democrazia a un server che gestisci con un Raspberry Pi 1 di prima generazione. Sì, proprio quello che hai nel cassetto pieno di componenti arrugginiti.

Secondo gli esperti del Center for Information Technology Policy di Princeton, il voto online è un’idea così sicura come costruire un portone blindato con le Lego.

Il problema? “Un piccolo numero di persone potrebbe alterare qualsiasi voto senza lasciare tracce”, dicono. Tradotto: basta un singolo admin malevolento o un buco di sicurezza non patchato per fare di te un cittadino del “regime dell’algoritmo”.

Da smanettone, mi viene da ridere (e piangere) pensando a quanti politici hanno sognato di digitalizzare il voto per “modernizzarsi”.

Per noi maker, la lezione è chiara: se non riesci a proteggere un server da un attacco di script kiddie, figurati gestire l’elezione del secolo.

E poi, ammettiamolo: il bello del voto cartaceo è che puoi sempre controllare il conteggio con un foglio Excel e una birra in mano.

La prossima volta che senti parlare di “democrazia digitale”, ricordati: anche i migliori sistemi IoT si trasformano in cimici spia con un po’ di ingenuità.

E tu, voteresti online? Oppure preferisci il buon vecchio metodo “pallina in un’urna” (con tanto di firmware open-source)?

Source: Internet voting is insecure and should not be used in public elections

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