Vibe Coding, Slop e Data Center Impopolari: Il 2025 che Non Ci Aspettavamo

Vibe Coding, Slop e Data Center Impopolari: Il 2025 che Non Ci Aspettavamo

WTF?! Il 2025 è stato l’anno in cui abbiamo iniziato a parlare seriamente con le macchine, ma anche a preoccuparci di quanto stiano divorando energia e quanto “spazzatura” stiano producendo. E, a quanto pare, anche a dare un nome a tutto.

Partiamo dal “vibe coding”. L’idea è semplice: invece di scrivere codice a manetta, descrivi *cosa* vuoi che faccia il programma e lascia che un’AI lo scriva per te. Sembra fantascienza? Forse, ma con gli agenti di coding sempre più performanti (tipo Claude Code), sta diventando realtà. Ho passato le ultime settimane a farmi scrivere test suite da modelli linguistici, e devo ammettere che a volte sono più efficienti di me (e non giudicatemi!).

Ma attenzione, non è tutto rose e fiori. C’è un problema di qualità, che qualcuno ha battezzato “slop” (immondizia, in gergo). Un fiume inarrestabile di contenuti AI-generati, spesso scadenti e inutili, che rischia di sommergere il web. La Merriam-Webster lo ha eletto parola dell’anno, il che la dice lunga. Come nerd che amano setacciare il web alla ricerca di gemme nascoste, dobbiamo prepararci a un lavoro di “curatela” ancora più impegnativo.

E poi c’è il tema dei data center. Sembra che la gente stia iniziando ad incazzarsi seriamente per il consumo di energia e acqua. Giustamente, direi. Non possiamo continuare a bruciare risorse come se non ci fosse un domani per alimentare modelli linguistici sempre più affamati. Serve un cambio di paradigma, e serve subito.

Per noi smanettone, cosa significa tutto questo? Beh, significa che dobbiamo imparare a usare gli strumenti AI in modo intelligente, sfruttando la loro potenza senza cadere nella trappola del “slop”. Significa che dobbiamo essere consapevoli dell’impatto ambientale delle nostre scelte e cercare soluzioni più sostenibili. E significa che dobbiamo continuare a sperimentare, a creare, a spingere i limiti di ciò che è possibile.

Un’altra cosa che mi ha colpito nel 2025 è l’importanza delle “conformance suite”. Se vuoi che un’AI impari a fare qualcosa, dagli un test suite ben definito. Funziona a meraviglia, soprattutto nel campo del coding. E se stai sviluppando un nuovo protocollo o linguaggio, includi una suite di test fin dall’inizio. Fidatevi, vi risparmierà un sacco di mal di testa.

Infine, un applauso a chi ha reso i modelli locali sempre più performanti. Llama 3.3 e Mistral Small 3 sono un passo avanti enorme. Poter avere un modello GPT-4 class sulla propria macchina è un sogno che si avvera, anche se i modelli cloud rimangono imbattibili per quanto riguarda il tool calling affidabile.

Insomma, il 2025 è stato un anno strano, ricco di sorprese e sfide. Ma una cosa è certa: l’AI è qui per restare, e dobbiamo imparare a conviverci in modo responsabile e creativo.

Source: 2025: The Year in LLMs

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