Un File System Sociale? Ma Chi L’ha Ordinato?!

Un File System Sociale? Ma Chi L'ha Ordinato?!

E se vi dicessi che il tuo filesystem potrebbe diventare la nuova piattaforma sociale del futuro? Niente like, niente storie, ma condividere file come se fossero post.

Scherzi a parte, è proprio quello che qualcuno ha pensato di fare. L’idea è semplice: un filesystem che non solo organizza i tuoi file, ma li rende sociali, permettendo a più utenti di collaborare in tempo reale, commentare, taggare e persino creare comunità attorno a cartelle condivise. Insomma, Dropbox meets Facebook, ma senza il drama di Zuck.

La proposta, lanciata da un team di sviluppatori che evidentemente ha troppo tempo libero, punta a risolvere problemi reali: la frammentazione dei dati, la difficoltà di collaborazione e la mancanza di contesto nei progetti condivisi. In teoria, suona come un sogno per chi lavora in team o per chi vuole evitare di mandare 20 email con allegati diversi.

Ma come sempre, la pratica è un’altra storia. Un filesystem sociale solleva domande enormi: privacy? Sicurezza? E soprattutto, quanto sarà complesso da gestire? Perché, ammettiamolo, l’ultima cosa che vogliamo è un filesystem che ci notifica ogni volta che qualcuno modifica un file in una cartella condivisa.

Da smanettone, la prima cosa che mi viene in mente è: ma non avevamo già soluzioni del genere? Git? Nextcloud? Progetti open-source che permettono di fare più o meno la stessa cosa, ma con il vantaggio di essere personalizzabili e senza dipendere da un servizio centralizzato? Certo, magari manca l’aspetto ‘social’, ma è davvero necessario?

E poi, pensateci: un filesystem sociale significa che qualcuno dovrà gestire server, autenticazione, permessi, e chissà cos’altro. E noi sappiamo bene che ogni volta che qualcuno inventa un nuovo ‘ecosistema’, finisce per creare un altro vendor lock-in. Quindi, prima di entusiasmarci troppo, chiediamoci: quanto sarà facile esportare i dati? Quanto sarà difficile passare a un’altra soluzione se questa dovesse fallire?

Detto ciò, l’idea non è del tutto stupida. Se realizzata bene, potrebbe davvero semplificare la collaborazione tra maker, programmatori e chiunque lavori su progetti complessi. Ma per ora, resta un esperimento interessante da tenere d’occhio. Nel frattempo, continuate a usare Git, a condividere progetti su GitHub e a organizzare i vostri file come meglio credete. E se qualcuno vi invita a provare questo nuovo filesystem, fate un favore a voi stessi: chiedete prima come gestiscono la privacy dei vostri dati.

Source: A Social Filesystem

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