STFU: Quando la vendetta è un’app web e 2 secondi di delay

STFU: Quando la vendetta è un'app web e 2 secondi di delay

Sapete qual è il suono più fastidioso al mondo? Quello del tizio seduto dietro di voi in aereo che ride a crepapelle guardando TikTok senza auricolari. Beh, un certo Pankajtanwarbanna si è stufato e ha fatto qualcosa che ogni maker dovrebbe ammirare: ha costruito uno strumento di vendetta pacifica.

L’app in questione, chiamata STFU (acronimo che lascia poco all’immaginazione), è un semplicissimo tool che cattura l’audio ambiente e lo riproduce con un ritardo di circa 2 secondi. Il risultato? Un loop di feedback audio che, secondo il creatore, induce i disturbatori seriali a smetterla di fare rumore.

Il progetto è nato da un mix di frustrazione e curiosità tecnologica. Pankaj ha chiesto a Claude (un altro AI, ma non facciamo distinzioni di marca qui) di generare un prototipo funzionante in un sol colpo. E indovinate un po’? Ha funzionato. Non solo: l’idea è così semplice che quasi ti chiedo perché nessuno ci abbia pensato prima.

La scienza dietro? Boh, qualcosa con i loop auditivi e la dissonanza cognitiva, ma sinceramente il nostro amico non è un neuroscienziato e non gliene frega niente. A lui bastava che funzionasse, e infatti funziona. Il nome STFU poi è stato rubato (con un po’ di vergogna) da un altro progetto simile, ma è perfetto per l’occasione.

Da smanettone a smanettone, cosa possiamo imparare da questa storia? Primo, che a volte la soluzione più efficace è la più semplice. Secondo, che anche con pochi strumenti (in questo caso HTML e Web Audio API) si possono fare cose interessanti. Terzo, che la tecnologia può essere un’arma di pacifica ribellione contro le piccole ingiustizie quotidiane.

Certo, ci sono delle limitazioni. L’app funziona solo in ambiente controllato (tipo un aeroporto dove il rumore è già alto) e non è proprio una soluzione scalabile. Ma è il concetto che conta, e il fatto che sia open source (MIT license) significa che possiamo tutti giocarci.

Quindi, se siete stufi di chi vi rompe le orecchie con i suoi video, potete sempre clonare il repo e fare un po’ di reverse engineering. Oppure, se siete più orientati all’hardware, potreste pensare a una versione Arduino-based con un microfono e un altoparlante. Le possibilità sono infinite.

In conclusione, STFU è un piccolo capolavoro di hacking low-tech. Non risolverà i problemi del mondo, ma per una volta ci fa sentire tutti un po’ più potenti di fronte ai disturbi quotidiani. E questo, miei cari maker, è un valore che non ha prezzo.

Source: STFU

Lascia un commento