Skip si spacca: ora è free e open source, ma è davvero la rivoluzione?

Skip si spacca: ora è free e open source, ma è davvero la rivoluzione?

Ecco una notizia che farà felici tutti gli sviluppatori che odiano pagare per gli strumenti di lavoro: Skip, il framework per creare app iOS e Android da un unico codice Swift, è ora completamente free e open source. Ma prima di metterci a festeggiare con una sessione di coding notturna, vediamo cosa significa davvero questa svolta.

Skip è nato nel 2023 con l’ambizione di risolvere uno dei problemi più antichi del settore: sviluppare app native per entrambe le piattaforme senza dover scrivere due volte lo stesso codice. Dopo anni di sviluppo, transpilatori, SDK e altre magie tecniche, i creatori di Skip hanno finalmente deciso di liberare il codice. Ora, con la versione 1.7, non servono più licenze, chiavi di attivazione o abbonamenti. Tutto gratis, tutto open source.

Ma perché questa svolta? Secondo loro, il modello a pagamento era un ostacolo all’adozione di massa. Gli sviluppatori vogliono strumenti gratuiti, e chi può biasimarli? Nessuno ha voglia di spendere soldi per un tool che potrebbe sparire domani. Ecco perché ora Skip è open source: per garantire che, anche se la squadra originale dovesse scomparire, la community possa portare avanti il progetto.

Ora, da smanettone qual sono, mi viene spontaneo chiedermi: “Ma è davvero una rivoluzione?” Beh, intanto è sicuramente una mossa intelligente. Avere un framework open source significa che chiunque può contribuire, migliorare il codice e adattarlo alle proprie esigenze. Per noi che amiamo mettere le mani in pasta, questa è un’opportunità ghiotta per esplorare, modificare e magari aggiungere qualche feature figa.

Ma attenzione, non è tutto rose e fiori. L’open source non significa automaticamente che il progetto sarà sostenibile nel lungo periodo. Skip ha bisogno di supporto economico per continuare a crescere, e questo significa che, se volete vedere nuove funzionalità e miglioramenti, dovrete mettere mano al portafoglio. Certo, non è più obbligatorio pagare, ma se volete che il team continui a lavorare a tempo pieno, un piccolo contributo non guasterebbe.

Un altro punto da considerare è la concorrenza. Flutter e React Native sono ancora lì, e non se ne andranno tanto facilmente. Skip dovrà dimostrare di essere davvero migliore per convincere gli sviluppatori a fare il salto. Ma se riuscirà a mantenere le promesse di performance e flessibilità, potrebbe diventare un serio contendente.

In conclusione, è una notizia positiva per tutti gli appassionati di sviluppo cross-platform. Skip ora è free e open source, e questo apre le porte a nuove possibilità. Ma come al solito, il diavolo è nei dettagli. Dovremo vedere se la community si mobiliterà per supportare il progetto e se Skip riuscirà a distinguersi dalla concorrenza. Nel frattempo, io mi preparo a scaricare l’ultima versione e a fare qualche esperimento notturno. Chi mi segue?

P.S. Se anche voi avete voglia di contribuire, il codice è su GitHub. E ricordate: ogni commit conta!

Source: Skip is now free and open source

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