Ring e il cane perduto: quando la tech diventa un orwelliano ‘cerca e distruggi’

Ring e il cane perduto: quando la tech diventa un orwelliano 'cerca e distruggi'

E se vi dicessi che il futuro della sorveglianza di massa è stato annunciato con un cucciolo di cane e un lieto fine? Benvenuti nell’era di Ring’s Search Party, la nuova feature che promette di trovare il vostro Fido perso nel vicinato, ma che ha fatto drizzare le antenne a chi si preoccupa di privacy e controllo statale.

L’ad del Super Bowl, con la sua estetica da fiaba moderna, mostra una bambina che cerca disperatamente il suo cane. Grazie a un esercito di telecamere Ring, il cucciolo viene localizzato e riportato a casa. Tutto bellissimo, se non fosse che…

1. L’ad è stato lanciato in un periodo storico in cui parlare di sorveglianza di massa è come parlare di sushi a un vegano.
2. La tecnologia dietro Search Party è la stessa che potrebbe, domani, essere usata per tracciare le persone.
3. Ring ha un passato discutibile in fatto di partnership con le forze dell’ordine.

La feature usa AI per riconoscere i cani, ma Chris Gilliard, esperto di privacy, l’ha definita “un tentativo goffo di dare un volto tenero a una realtà distopica”. E in effetti, con l’aggiunta recente del riconoscimento facciale, il salto da ‘trova-cani’ a ‘trova-umani’ sembra piuttosto breve.

Come maker e smanettoni, dovremmo preoccuparci per diversi motivi:
– **Vendor lock-in**: Search Party è abilitata di default per chi ha un abbonamento Ring. E chi decide di disattivarla?
– **Privacy**: I dati raccolti potrebbero finire in mani sbagliate. Anche se Ring nega partnership con agenzie federali, nulla impedisce a un’agenzia locale di condividere i dati con chiunque.
– **Etica del design**: Quando una feature è progettata per essere ‘innocua’ ma può essere facilmente riprogrammata per scopi più sinistri, dove finisce la responsabilità dell’azienda?

E poi c’è la questione delle partnership. Ring collabora con Flock Safety, che a sua volta ha legami con ICE. “Questo non è di cani”, ha twittato il senatore Ed Markey. “È di sorveglianza di massa”.

Ring ha risposto che le feature sono separate e che “non sono strumenti per sorveglianza di massa”. Ma come possiamo fidarci di una compagnia che ha già dimostrato di voler ‘azzerare il crimine’ con le sue telecamere?

La domanda da un milione di dollari è: se oggi cerchi un cane, domani potresti cercare una persona. E se questa tecnologia finisse nelle mani sbagliate, chi ci protegge?

Per noi che amiamo giocare con Raspberry Pi e Arduino, la lezione è chiara: ogni tecnologia è neutra finché non viene usata. E quando viene usata per sorvegliare, anche con le migliori intenzioni, diventa un problema.

Quindi, la prossima volta che vedete un ad di Ring con un cane sorridente, chiedetevi: chi controlla davvero chi?

Source: Amazon Ring's lost dog ad sparks backlash amid fears of mass surveillance

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