
Cari maker e smanettoni, immaginate di essere in un parco giochi tecnologico dove ogni attrezzo ha un doppio fine: da una parte divertimento, dall’altra controllo. Ecco, Amazon ha appena installato una nuova giostra chiamata ‘Ring con i cuccioli smarriti’.
La notizia di Gizmodo del 2026 ci racconta come Amazon stia cercando di addolcire la pillola della sorveglianza domestica con un pizzico di pelosi a quattro zampe. L’idea? Usare immagini di cuccioli perduti per farci dimenticare che stiamo trasformando le nostre case in forti di sorveglianza.
Ma andiamo con ordine. Ring, il brand di telecamere di Amazon, ha deciso di puntare sul fattore ‘cute’ per vendere i suoi dispositivi. Il concetto è semplice: chi non si commuoverebbe davanti a un cucciolo smarrito? E chi non vorrebbe aiutarlo? Ecco, quindi, che le telecamere Ring diventano strumenti di ‘buona azione’, pronte a ritrovare Fuffi e a salvare il mondo, un ringhio alla volta.
Come smanettoni, però, sappiamo che dietro ogni bellissima interfaccia c’è un algoritmo che lavora. E dietro ogni algoritmo, spesso, c’è un business model che non sempre coincide con i nostri valori. Amazon sta cercando di normalizzare la sorveglianza domestica, e lo fa con una strategia che ricorda più un film di Spielberg che un manuale di privacy.
La domanda che ci poniamo è: funziona davvero? Per noi, che amiamo costruire, smontare e capire come funzionano le cose, la risposta è un po’ più complessa. Da un lato, è innegabile che le telecamere di sorveglianza possano essere utili, soprattutto per chi vuole proteggere la propria casa. Dall’altro, però, sappiamo che ogni dispositivo connesso a Internet è un potenziale punto di accesso per chi non ha buone intenzioni.
E poi c’è il problema del vendor lock-in. Amazon, con Ring, sta creando un ecosistema chiuso dove è difficile (se non impossibile) integrare dispositivi di terze parti. Per noi maker, che amiamo la libertà di scegliere e personalizzare, questo è un vero e proprio affronto.
Ma non tutto è perduto. La comunità dei maker e degli hacker ha dimostrato più volte di saper aggirare questi limiti. Se Amazon vuole giocare a nascondino con i nostri dati, noi possiamo costruire alternative open source. Se Ring vuole venderci la sorveglianza con i cuccioli, noi possiamo creare sistemi di sicurezza che rispettino la nostra privacy.
In conclusione, la strategia di Amazon è interessante, ma non sufficiente per convincerci. Per noi smanettoni, la tecnologia deve essere trasparente, aperta e rispettosa. E se qualcuno pensa di poterci vendere la sorveglianza con un filtro ‘cute’, beh, forse è il caso di ricordargli che siamo un po’ più svegli di così.
E voi, cosa ne pensate? Lasciate un commento e raccontateci come proteggereste la vostra casa senza diventare schiavi di Amazon.
Source: Amazon’s Ring Wants to Wash Away Your Surveillance Concerns With Lost Puppies
