Quando l’etica tech fa più rumore di un server in overclock

Quando l'etica tech fa più rumore di un server in overclock

Chi ha detto che la tecnologia è solo bit e byte? A volte è anche un bel casino etico.

Ecco cosa è successo: un gigante europeo del tech ha deciso di tagliare i ponti con la sua filiale USA dopo che quest’ultima ha vinto un contratto multimilionario con l’ICE per un programma di sorveglianza sugli immigrati. Sì, avete letto bene.

Perché questo dovrebbe interessarvi, voi che passate le notti a smanettare con Raspberry Pi e Arduino? Beh, perché quando un’azienda prende decisioni così nette, le conseguenze si sentono in tutto l’ecosistema tech.

Immagino già i vostri commenti: “Ma a noi che ce ne frega? Noi siamo qui per fare cose fighe, non per giocare a moralisti”. E avete ragione, in parte. Ma quando un’azienda decide di chiudere una filiale per questioni etiche, significa che anche i vostri progetti open source potrebbero finire nel mirino.

Cosa significa per noi? Beh, innanzitutto, che il vendor lock-in è una trappola. Se un’azienda può chiudere i rubinetti da un momento all’altro, i vostri progetti potrebbero rimanere a metà strada. E poi, c’è la questione della privacy: se anche i big player iniziano a fare marcia indietro, forse è il momento di ripensare a come proteggiamo i nostri dati.

E poi, ammettiamolo: è sempre bello vedere un’azienda che dice “no” a qualcosa di losco. Anche se, probabilmente, lo fanno più per immagine che per vera etica. Ma hey, prendiamo quello che possiamo, no?

In conclusione, questa storia ci ricorda che la tecnologia non è mai neutra. E che, anche se siamo solo smanettoni nel nostro garage, le nostre scelte hanno un impatto. Quindi, la prossima volta che fate un progetto, pensateci: volete davvero che finisca nelle mani di chi non merita?

Source: European Tech Giant Cuts Off U.S. Subsidiary After Multimillion Dollar ICE Contract

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