
Cosa succede quando un hashtag innocente diventa il titolo di un racconto che fa venire i brividi? Jilly Dreadful ci regala ‘Eat, Prey, Love’, un’opera che mescola ironia, speculazione sociale e un pizzico di orrore. Se pensavi che #GirlDinner fosse solo un meme sui pasti solitari delle millennial, preparati a ricrederti.
Il racconto, pubblicato su io9, è un mix esplosivo di satira e distopia leggera. L’autrice prende il concetto di ‘Girl Dinner’ – quel pasto veloce e solitario che spesso diventa simbolo di una vita frenetica – e lo trasforma in qualcosa di molto più sinistro. Senza spoilerare troppo, diciamo solo che il titolo ‘A Modest Proposal for Ensuring Gender Equality Through Selective Dietary Practices’ è già tutto un programma.
Come smanettone, mi vengono in mente alcune domande interessanti: e se la tecnologia potesse davvero risolvere problemi sociali in modi inaspettati? O, più probabilmente, e se invece ci portasse a soluzioni ancora più assurde? Il racconto è un ottimo spunto per riflettere su come la tecnologia e la società si influenzano a vicenda, spesso in modi che non avevamo previsto.
Per noi maker e hacker, la lezione è chiara: quando progettiamo qualcosa, dobbiamo sempre considerare le conseguenze non intenzionali. Un Arduino può fare miracoli, ma anche un Raspberry Pi nelle mani sbagliate può diventare uno strumento di caos. E poi, ammettiamolo, un pò di follia creativa ogni tanto ci piace.
Insomma, se vi piace il genere, ‘Eat, Prey, Love’ è una lettura che vi farà ridere, rabbrividire e magari anche riflettere. E se non vi piace, beh, almeno avrete avuto un altro argomento di discussione per la prossima serata a base di pizza e codice.
Leggetelo, commentatelo, e soprattutto: non provate a metterlo in pratica. A meno che non siate davvero sicuri di voler finire come i personaggi del racconto.
Source: ‘Girl Dinner’ Takes on a Deliciously Grisly New Meaning in This Speculative Short Story
