
E se vi dicessi che OpenAI ha appena lanciato un nuovo giocattolino chiamato Prism, ma stavolta non è un semplice modello linguistico?
Sì, avete capito bene: dopo averci abituati a chatbot che scrivono poesie e codice, ecco che arrivano con un tool che promette di analizzare immagini e video in modo rivoluzionario. Ma prima di buttarsi a capofitto, facciamo un po’ di chiarezza.
Prism, secondo OpenAI, è una piattaforma che utilizza l’intelligenza artificiale per interpretare contenuti visivi. Niente di nuovo sotto il sole, direte voi, ma il punto è: come funziona? E soprattutto, cosa significa per noi maker e hacker?
Intanto, la notizia è che Prism è ancora in fase di sviluppo, quindi non aspettatevi di poterlo smanettare subito. Però, se avete mai sognato di usare l’AI per analizzare foto o video in tempo reale, magari per i vostri progetti DIY, questa potrebbe essere una buona notizia.
Ma attenzione: come sempre con OpenAI, c’è il rischio del vendor lock-in. Se vi abituate a usare Prism, vi ritroverete legati a un ecosistema chiuso. E poi, chi ci dice che non stiano raccogliendo dati a nostra insaputa? Conoscendoli, è probabile che dietro l’angolo ci sia qualche clausola oscura nel contratto di servizio.
Per noi che amiamo metterci le mani in pasta, la domanda vera è: possiamo replicare qualcosa di simile con strumenti open-source? Probabilmente sì, ma richiederà un bel po’ di lavoro. Intanto, teniamo d’occhio Prism e vediamo come si evolve. Se diventa davvero potente, magari troveremo il modo di bypassare le limitazioni.
Nel frattempo, godiamoci l’hype e prepariamoci a smontarlo pezzo per pezzo, perché è questo che sappiamo fare meglio.
E voi, cosa ne pensate? Vi fidate di OpenAI o preferite aspettare che qualcuno ne rilasci una versione open-source?
Source: Prism
