
Se pensavi che il tuo Raspberry Pi fosse la cosa più cool che hai mai smanettato, preparati a rimanere a bocca aperta: ora i farmaci come Ozempic stanno hackerando le nostre abitudini alimentari. Niente codice, ma un bel po’ di chimica che sta rivoluzionando il modo in cui facciamo la spesa.
Un recente studio pubblicato sul Journal of Marketing Research ha scoperto che chi prende Ozempic e simili riduce la spesa alimentare del 5,3% in sei mesi. E non stiamo parlando di due pacchetti di patatine in meno: si tratta di un calo significativo, soprattutto per chi guadagna di più. Insomma, se prima facevi il pieno di snack e fast food, ora il tuo carrello sembra quello di un monaco zen.
Ma non è tutto. Le categorie più colpite sono i cibi ultra-processati: snack salati (-10%), dolci, pane e persino carne ed uova. Al contrario, yogurt, frutta fresca e barrette proteiche hanno visto un leggero aumento. In pratica, Ozempic sta facendo da personal trainer al tuo portafoglio.
E noi smanettoni? Beh, forse dovremmo iniziare a pensare a come questo cambiamento potrebbe influenzare il nostro mondo. Se i cibi ultra-processati vendono meno, magari vedremo meno pubblicità di snack a base di Arduino e Raspberry Pi. E se i fast food chiudono, addio hackathon notturni con pizza e Coca-Cola.
Ma c’è un lato oscuro: chi smette di prendere il farmaco torna a spendere come prima, e spesso peggio. Insomma, Ozempic non è solo un farmaco, è un esperimento sociale in corso. E noi, come sempre, siamo i cavie.
La morale? Forse è il momento di riprogrammare le nostre abitudini alimentari, prima che lo faccia qualcuno (o qualcosa) al posto nostro.
